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Il rugby femminile si racconta, il nuovo viaggio di #nonsolocalcio

Una tre giorni intensa ha riportato all’Aquila il rugby femminile in tutte le sue sfumature: il confronto, la formazione, il campo. Nuova puntata di #nonsolocalcio

Una tre giorni intensa ha portato all’Aquila il rugby femminile in tutte le sue sfumature: il confronto, la formazione, il campo.

La nuova puntata di #nonsolocalcio racconta una tre giorni dedicata al rugby femminile. Un percorso che ha riunito atlete, tecnici, dirigenti e rappresentanti federali per fare il punto sul presente e sulle prospettive del movimento.
Tra incontri nelle aule universitarie e il terreno di gioco di Centi Colella si sono alternati momenti tecnici, incontri con gli staff della Nazionale e riflessioni sulle prospettive del movimento. #nonsolocalcio ha seguito da vicino questo percorso, attraversando aula e allenamenti.

rugby femminile

A San Basilio si è lavorato sull’identità del rugby femminile, sulle esperienze delle società e sulla crescita delle giovani atlete. Il confronto ha coinvolto dirigenti, tecnici federali, club e rappresentanti del territorio, con una partecipazione che conferma la vitalità del settore. “Il rugby femminile in Abruzzo in questo momento sta vivendo una fase di crescita importante”, ha detto ai microfoni del Capoluogo Marco Molina, presidente comitato regionale FIR, che ha raccontato la storia di una rugbista aquilana. “Ho conosciuto 11 anni fa una bambina che si è affacciata sul campo da rugby quando io ero allenatore:a 11 anni ha deciso di giocare con una squadra maschile. Era una under 14, faceva fatica e c’erano delle difficoltà: ma non ha perso un allenamento o una partita e non ha mai smesso di sostenere i compagni, pur nella consapevolezza che non poteva giocare.Adesso è una giocatrice del CUS L’Aquila femminile: è questa la giusta evoluzione di quella che era una sua esigenza in quel momento, di mettersi in discussione, di porsi in un mondo che probabilmente era anche un po’ difficile per lei. E’ andata vanti e ha messo a frutto le occasioni che si sono succedute: da questo dovremmo imparare, perchè la capacità di mettersi a disposizione senza mettere davanti l’ego rispetto a un percorso, deve farci riflettere e fare da sprone per il futuro”.  “E’ una realtà che sta prendendo piede sempre di più sul nostro territorio” aggiunge Deborah Visconti, Presidente dell’Unione Comuni Montagna Aquilana. “Sono qui proprio in rappresentanza di questo, delle buone pratiche sul nostro territorio. Penso che il rugby femminile all’Aquila sia veramente una scuola d’eccellenza da valutare e da seguire con molta attenzione”.

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A Centi Colella il focus si è spostato sul campo, con le ragazze del CUS L’Aquila impegnate in sessioni condivise con gli staff tecnici della Nazionale, allenate da Fabio Roselli e Francesco Iannucci. “Un premio per queste ragazze che a queste temperature si allenano per svolgere uno sport bellissimo quale il rugby: avere lo staff con i due allenatori dell’Italia femminile italiana, per loro è sicuramente un grande orgoglio” commenta Francesco Bizzarri, presidente del Cus L’Aquila.  Ritmo, metodo e attenzione ai dettagli hanno segnato gli allenamenti, mostrando la compattezza del gruppo e il potenziale di una squadra che raccoglie atlete da tutta la regione. “Molte di queste ragazze si sono trasferite all’Aquila: questa squadra raccoglie ragazze teramane, ragazze di Pescara, ragazze di Sulmona, oltre alle aquilane. Il futuro lo vedo roseo: l’età è molto giovane e davanti a loro hanno veramente una bellissima carriera”. Gli fa eco Carla Ianni, del Cus L’Aquila Rugby Femminile: “Un fine settimana importante per noi, perché grazie all’organizzazione del Comitato Regionale Abruzzo, grazie al presidente Marco Molina, si è potuto realizzare un percorso progettuale importante. Una opportunità straordinaria per le nostre ragazze”.

“Le ragazze sono straordinarie, eccezionali e hanno una forza di volontà e una voglia di dimostrare che possono essere competitive veramente fuori dal comune” aggiunge da bordo campo mister Fabio Roselli. “Per quanto riguarda l’aspetto emozionale, è molto divertente, è una sfida. Dal punto di vista sportivo, è un lavoro in discesa: è facile lavorare bene con un atteggiamento di questo tipo”.

Tanto si sta facendo a livello nazionale, di Federazione. A parlare dell eprospettive del rugby al femmiinile in Italia è Antonella Gualandri, vice presidente Fir. “La situazione non è semplice perché i numeri ancora non ci danno ragione, però stiamo progettando una serie di interventi importanti. Abbiamo fattouna serie di investimenti sul femminile legato ai contributi chilometrici, alle premialità del campionato, con una particolare attenzione sulla maternità ,perché comunque bisogna guardare anche avanti: non solo all’oggi. Adesso, la sfida è abbattere i pregiudizi e dire a chiare lettere nel modo giustoche il rugby non è uno sport violento: il rugby è uno sport di contatto dove le donne possono dare il meglio di loro stesse”.

Erika Morri è consigliera FIR con delega al settore femminile: ma soprattutto giocatrice di rugby: “Faccio parte della primissima frangia di giocatrici. Parlando di storia, L’Aquila aveva una squadra femminile già negli anni 90 e oggi sono contentissima che ci siano le pronipoti  di quelle atlete, che stanno di nuovo costruendo una realtà solida. E’ importantissimo rendersi conto da dove siamo partite e lo è altrettanto che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Ognuno di noi è un world changer: se ognuno pensa sempre di delegare a qualcun altro, non andremo da nessuna parte”. 

Infine, cosa dire a una ragazza che vuole intraprendere questo sport: “Un sacco di cose: vieni, troverai delle amiche, uno spogliatoio che diventerà la tua casa. Ti sentirai te stessa perché capirai che qualsiasi persona tu sia, qualsiasi caratteristica tu abbia, tu hai un posto in una squadra, hai un posto su questa terra e devi essere fiera di essere quello che sei. Forza L’Aquila!”

10′ puntata di #nonsolocalcio: speciale rugby femminile a cura di Eleonora Falci e Michela Santoro