Rugby femminile in Abruzzo: identità, sport, accoglienza
Tre giorni di allenamenti, incontri e confronto sul futuro del rugby femminile. All’Aquila il movimento nazionale e abruzzese si racconta attraverso identità, prospettive e impegno condiviso.
All’Aquila ci sono momenti in cui il rugby riesce a raccontare molto più di una disciplina sportiva. La tre giorni dedicata al movimento femminile lo ha fatto con semplicità e con forza: allenamenti condivisi, incontri tecnici, un confronto aperto sul futuro e soprattutto una comunità che cresce intorno alle sue ragazze.
Questa mattina a San Basilio, grazie al lavoro congiunto del Comitato Regionale Rugby e del CUS, il confronto si è spostato sul cuore del movimento: identità, opportunità, prospettive. Un appuntamento pensato per mettere insieme esperienze, bisogni e visioni, dentro un territorio che il rugby non solo lo pratica, ma lo sente come parte della propria storia.


Ad aprire i lavori, l’intervento del presidente FIR, Andrea Duodo, sulla dimensione identitaria del rugby e sulla necessità di far crescere il movimento anche oltre il campo.”A noi del rugby piace stare in campo: è lì che ci riconosciamo, è lì che si costruisce la nostra identità. Ma molto del nostro movimento richiede un impegno sempre maggiore anche fuori dal campo, perché il rugby possa crescere, rafforzarsi e trovare nuove energie. Momenti come questo non sono accessori: sono fondamentali.” Uno sguardo anche al contesto internazionale e al ruolo della Federazione: “L’ultima Coppa del Mondo ha mostrato un movimento internazionale in piena evoluzione: crescono presenze, ascolti, entusiasmo. Anche l’Italia può e deve ritagliarsi un ruolo importante. Per questo abbiamo approvato una policy sulla ‘legacy’: ogni appuntamento internazionale deve lasciare qualcosa alla comunità rugbistica locale. E nei nostri primi quattordici mesi abbiamo lavorato per avvicinare sempre di più la nostra comunità ai migliori standard del rugby internazionale, e continueremo a farlo.” Il focus si è poi spostato sul rugby femminile, considerato uno snodo fondamentale per il futuro del movimento. “Stiamo progettando una strategia che, passo dopo passo e prendendo consapevolezza delle difficoltà, vuole coinvolgere sempre di più la comunità. Abbiamo previsto un sostegno federale per la maternità delle atlete, stiamo lavorando sui contributi chilometrici, sul marketing e sulla comunicazione: elementi decisivi per la crescita del movimento. Questi interventi non sono solo primi passi, ma indicano la direzione che vogliamo seguire. Crediamo nel rugby italiano e nell’opportunità di costruire qualcosa che resti.”


La tre giorni ha vissuto uno dei momenti più intensi ieri sera, sul campo degli impianti di Centi Colella, con l’allenamento delle atlete del CUS L’Aquila guidate dal mister delle Azzurre, Fabio Roselli.“Grazie all’organizzazione del Comitato Regionale Abruzzo e al Presidente Marco Molina si è potuto realizzare un percorso progettuale importante” sottolinea Carla Ianni, vicepresidente del CUS L’Aquila Rugby Femminile. “È un fine settimana significativo, che continuerà con tecnici e dirigenti nazionali impegnati sul territorio.”
“È la sintesi di quello che dovrebbe essere sempre il rugby” ha aggiunto Marco Molina, presidente FIR Abruzzo. “Il rugby è uno sport portatore di valori, uno sport che invita i ragazzi a crescere a livello fisico, mentale e sociale. Dobbiamo insistere sulla valorizzazione delle rugbyste: solo così possiamo fare in modo che il movimento cresca in maniera costante e proficua.”
Il rugby è nel Dna della città e di questo territorio, come ha ricordato anche Antonella Gualandri, vicepresidente FIR: “Il rugby femminile sta andando molto bene in questo territorio che ha una grandissima tradizione. Ho scoperto che su quattro società due presidenti sono donne e la terza ha un’anima assolutamente femminile. Seppure i numeri ancora non ci diano ragione, vedo tante belle prospettive. Stiamo progettando una serie di interventi legati ai contributi chilometrici, alle premialità del campionato e abbiamo approvato una policy sulla maternità, perché bisogna guardare anche avanti e abbattere i pregiudizi. Va detto chiaramente: il rugby non è uno sport violento. È uno sport di contatto dove le donne possono dare il meglio di loro stesse.”
A chiudere, lo sguardo di Erika Morri, consigliera FIR ed ex giocatrice, sulla storia e sull’impegno quotidiano: “L’Aquila aveva una squadra già negli anni ’90. Ognuno di noi è un world changer: se io posso fare un centimetro e tu un altro, insieme facciamo chilometri. Qui la radice è forte, la gente sa che cos’è il rugby e il valore educativo che porta ogni giorno. E quindi… forza L’Aquila!”
Lo sport al femminile come metafora di una vita in cui le donne sanno trovare spazio, forza e voce. Tra gli interventi anche quello di Deborah Visconti, sindaco di Sant’Eusanio Forconese e presidente dell’Unione dei Comuni Montagna Aquilana.
Appuntamento mercoledì prossimo alle 19 per una puntata speciale di #nonsolocalcio, dedicata all’approfondimento di questo tema, con ulteriori interviste


