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Gara d’appalto Cogesa, per la maggioranza scelta obbligata: no a strumentalizzazioni

Gara d’appalto Cogesa, la maggioranza ribadisce l’obbligatorietà della scelta: “Condizioni per l’in house non ci sono”.

Cogesa, la maggioranza ribadisce la necessità della gara pubblica per il servizio di igiene urbana del Cogesa, tra tensioni in aula e garanzie per i lavoratori.

La rivendicazione della necessarietà della gara pubblica è arrivata al termine di una seduta tesa. La gara pubblica per il servizio di igiene urbana del Cogesa ha segnato il punto fermo della seduta del Consiglio comunale del 26 novembre. Una linea già tracciata dalla delibera n. 82 del 25 settembre e confermata dalla maggioranza, che ha ribadito la necessità di procedere con l’affidamento tramite gara, ritenendo non sussistenti le condizioni per un rinnovo in house.

A sostenerlo in aula è stato anche il sindaco Luca Tirabassi, che ha motivato così la posizione dell’amministrazione: “Alle condizioni date, soprattutto alla luce dei rilievi della Corte dei Conti, non ci sono le condizioni per il rinnovo dell’affidamento in house”. Una scelta che, ha puntualizzato, non equivale a dismettere la società: “Non abbiamo avviato un iter per mettere a gara la gestione della discarica, che è una risorsa sulla quale dobbiamo investire. Ed è anche nostro primario interesse salvare i livelli occupazionali”. Da qui anche la decisione di istituire un tavolo permanente con le sigle sindacali per seguire da vicino la transizione e tutelare i lavoratori.

La seduta è stata segnata da proteste e momenti di forte agitazione nell’aula di Palazzo San Francesco, dove lavoratori e rappresentanti sindacali hanno espresso preoccupazioni e richieste di garanzie. In apertura era intervenuto l’amministratore unico della società, Nicola Sposetti, prima della sospensione dei lavori e della votazione finale.

Tirabassi ha ricordato anche che nel 2024 sarebbe dovuta arrivare una proposta di rinnovo mai presentata e che, per legge, l’amministrazione doveva assumere un indirizzo entro settembre 2025: “La realtà non mi piace, non ci piace. Ma è questa. Con i dati pubblici esaminati, abbiamo ritenuto in coscienza di non poter decidere diversamente”.

Dura la reazione della minoranza, che aveva chiesto senza successo un rinvio di un mese. Per Ornella La Civita (Pd) “il tavolo è una proposta tardiva e priva degli attori necessari. Si sta lasciando la barca alla deriva”. Critica anche Antonella La Gatta di Sulmona Città Futura, secondo la quale “questo Consiglio è sembrato una presa in giro per i lavoratori e per i sindacati”.

La nota del Gruppo Consiliare Forza Italia Sulmona

In relazione al Consiglio Comunale del 26 novembre u.s., il gruppo consiliare di Forza Italia del Comune di Sulmona esprime profondo rammarico per l’atteggiamento assunto dalla minoranza, che ha preferito alimentare l’emotività del momento anziché contribuire, con proposte giuridicamente fondate e concretamente praticabili, alla tutela dell’interesse collettivo.
Apprendiamo dalla stampa e dal web le ulteriori imbarazzanti esternazioni dell’opposizione, già ampiamente svolte in aula consiliare, così come abbiamo ascoltato con attenzione gli interventi di tutte le sigle sindacali, le quali svolgono il proprio ruolo di tutela dei lavoratori e dei rispettivi iscritti.
In entrambi i casi, tuttavia, ciò che è mancato è stata la capacità di misurarsi seriamente con il quadro normativo vigente e con le condizioni oggettive in cui versa oggi la società Cogesa S.p.A.
In aula è stata avanzata dalla minoranza la richiesta di sospendere per un ulteriore mese (!?!), l’adozione dei provvedimenti, senza che a tale richiesta si accompagnassero proposte concrete, percorsi alternativi giuridicamente sostenibili o soluzioni tecniche realmente praticabili.
Tale posizione appare ancora più grave se si considera che la stessa minoranza era perfettamente consapevole dell’impossibilità giuridica dell’ipotesi di un nuovo affidamento “in house”, arrivando persino a suggerire di “mettere alla prova” i sindacati per verificare che cosa fossero in grado di ottenere per i loro iscritti.
In questo contesto, la scelta di continuare a sventolare soluzioni che la legge non consente o che risultano, allo stato, impraticabili, ha avuto l’unico effetto di alimentare aspettative irrealistiche senza offrire alcuna alternativa all’unica via oggi consentita dall’ordinamento.
Diversamente da quanto sostenuto dalla minoranza, l’attuale Amministrazione si è mossa in un quadro di vincoli normativi stringenti e di criticità pregresse, ereditate dalle precedenti amministrazioni.
In sede di Consiglio Comunale il dott. Sposetti, attuale Amministratore Delegato di Cogesa S.p.A., ha ricordato come già nell’estate 2024 la stessa amministrazione Di Piero si apprestasse a predisporre gli atti per l’indizione di una gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana, prendendo atto dell’impossibilità di procedere oltre con l’affidamento in house.
È bene non dimenticare che quella stessa amministrazione oggi siede tra i banchi dell’opposizione.
Il dott. Sposetti ha inoltre rappresentato le rilevanti difficoltà che la società partecipata sta fronteggiando, tra i rilievi della Corte dei Conti e una situazione che, come indicato nella stessa ultima relazione al bilancio Cogesa, evidenzia “significative incertezze sul presupposto della continuità aziendale” ed il proliferare di contenziosi suscettibili di aggravare il quadro economico-finanziario.
In questo contesto, l’Amministrazione comunale non ha potuto non attenersi alle regole generali previste dall’ordinamento:
1) la gara pubblica rappresenta, nel nostro sistema, la forma ordinaria di affidamento dei servizi pubblici locali, in attuazione dei principi di legalità, concorrenza e trasparenza;
2) l’affidamento diretto in house costituisce una eccezione, consentita soltanto al ricorrere di rigorosi presupposti di legge che, ad oggi, non risultano sussistenti nel caso di Cogesa S.p.A.
Non si tratta, dunque, di una scelta discrezionale o “politica”, ma di una decisione obbligata dalla normativa vigente e dalla necessità di preservare un servizio essenziale come quello della gestione dei rifiuti.
Sul piano procedurale, il percorso è stato chiaro e lineare:
1) nel Consiglio Comunale del 22 settembre 2025 è stato approvato un Ordine del Giorno che ha dato mandato di avviare l’iter per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti tramite gara ad evidenza pubblica;
2) in esecuzione di tale indirizzo consiliare, la Delibera di Giunta n. 82 del 25 settembre 2025 ha confermato la volontà dell’Amministrazione di procedere alla gara pubblica;
3) la convenzione con Cogesa, in scadenza il 30 settembre 2025, è stata prorogata nei limiti consentiti al solo fine di garantire la continuità del servizio nelle more dell’espletamento della gara.
Questa proroga tecnica, deliberata ben prima della fantasiosa richiesta di “pausa” avanzata dalla minoranza, costituisce lo strumento previsto dalla legge per evitare interruzioni nel servizio e consentire al Comune di predisporre in modo ordinato la documentazione di gara.
In applicazione dell’art. 14 del D.Lgs. 201/2022, il Comune di Sulmona costituirà un tavolo di lavoro dedicato, coordinato dal Segretario Generale e composto da dirigenti e funzionari comunali, con il compito di predisporre tutti gli atti tecnici e amministrativi necessari alla gara, definire il modello organizzativo del nuovo servizio e assicurare il rispetto dei principi di efficienza, economicità e trasparenza.
Sin dal suo insediamento, questa Amministrazione ha posto al centro dell’azione politica la tutela dei lavoratori coinvolti:
1) la Delibera di Giunta n. 82/2025 ha previsto l’inserimento di clausole sociali nel bando di gara, al fine di salvaguardare il personale oggi impiegato da Cogesa nella fase di transizione verso il nuovo gestore;
2) nel consiglio comunale del 26 novembre 2025 è stata decisa l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Amministrazione, rappresentanti dei lavoratori e organizzazioni sindacali, con il compito di: monitorare gli effetti occupazionali del processo di gara e della riorganizzazione del servizio, individuare, d’intesa con le parti sociali, soluzioni condivise per salvaguardare i livelli occupazionali e la continuità del servizio; garantire la massima trasparenza e partecipazione nei processi decisionali che riguardano l’organizzazione del lavoro e i servizi comunali.
In sede consiliare è stato inoltre richiamato un accordo siglato tra AGIR e organizzazioni sindacali, proprio a dimostrazione che il passaggio da un gestore pubblico ad uno privato deve avvenire salvaguardando i diritti dei lavoratori, nel pieno rispetto dei contratti collettivi e delle garanzie previste.
In conclusione, ogni decisione assunta da questa Amministrazione è stata orientata da un principio chiaro: non lasciare indietro nessuno, né i cittadini né i lavoratori.
Mentre alcuni gridavano allo scandalo e invocavano rinvii privi di un qualunque progetto alternativo giuridicamente sostenibile, la maggioranza ha:
1) garantito la continuità del servizio;
2) avviato la pianificazione tecnica e amministrativa necessaria alla gara;
3) predisposto strumenti e tavoli di confronto per tutelare concretamente l’occupazione.
Forza Italia conferma, pertanto, il proprio impegno a sostenere un percorso chiaro, lineare e conforme alle norme, respingendo ogni tentativo di strumentalizzazione e mantenendo come unico riferimento l’interesse generale dei cittadini di Sulmona.