Noi della Radio, le voci storiche dell’Aquila si ritrovano
Una rimpatriata tra le voci delle storiche radio aquilane, l’evento domenica 30 novembre
Una rimpatriata speciale riunisce oltre 40 professionisti e veterani delle frequenze aquilane, domenica l’appuntamento “Noi della Radio”.
L’Aquila si prepara a un tuffo nel passato sonoro della città. Domenica 30 novembre, presso Villa Feronia a Gignano, si terrà una rimpatriata d’eccezione che vedrà riunirsi oltre 40 tra professionisti e veterani che hanno fatto la storia della radiofonia aquilana. L’evento, denominato “Noi della Radio”, è un’iniziativa nata dalla passione di alcuni colleghi, desiderosi di trascorrere una giornata speciale, tutti insieme. Sarà una sorta di grande viaggio tra le radio storiche aquilane.
L’incontro è molto più di un semplice pranzo: è un momento per celebrare una passione comune che ha tenuto compagnia e informato intere generazioni di aquilani. Dietro a questo evento ci sono anni di racconti, aneddoti, momenti speciali e, soprattutto, ore infinite passate dietro a un microfono.
La lista delle emittenti rappresentate è un vero e proprio atlante storico delle frequenze cittadine, a partire dalla pioniera Radio L’Aquila, la prima a nascere in città nel 1976.

Saranno presenti le voci che hanno animato i palinsesti di:
Radio L’Aquila 1 (R.L. 1), Radio Città Futura, Radio Amica, Radio Gran Sasso, Radio 54, Radio Capital, Radio Ondazero, Radio Valleverde, Radio Luna, Radio 99, Radio Company, Radio 7 Giorni 7, Radio Europa, Radio Effe, Punto Radio Amica, Radio Montecarlo Abruzzo, Radio International Sound, Radio Elle.
L’iniziativa è stata promossa proprio con l’obiettivo di rivivere, anche solo per un pomeriggio, l’energia e lo spirito di quelle storiche redazioni. Per molti, la radio non è stata solo un lavoro, ma una vera e propria vocazione.
“Sarà l’occasione per condividere emozioni e aneddoti, per risentire le voci che hanno accompagnato la nostra città e per far rivivere, seppur idealmente, quelle Radio che oggi non ci sono più”, hanno commentato gli organizzatori.
“Sono frequenze che, nonostante siano state quasi tutte spente, restano vive nelle orecchie e nei ricordi affettuosi di tanti aquilani”.






