Addio al professore Umberto Dante, l’ultimo saluto a L’Aquila
Sabato 29 novembre, al cimitero dell’Aquila, l’ultimo saluto al professore Umberto Dante. La sua scomparsa priva L’Aquila e l’Abruzzo di una voce critica e lucida, capace di interpretare il passato come strumento per comprendere il presente
L’Aquila si stringe al professore Umberto Dante nel giorno dell’ultimo saluto. Il rito laico sarà celebrato sabato 29 novembre, alle ore 11:30, presso la camera mortuaria del Cimitero Monumentale dell’Aquila.
Il professore Umberto Dante, nato a Roma nel 1948, era un docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi dell’Aquila e di Storia delle comunicazioni di massa alla Sapienza di Roma. Noto e stimatissimo nel territorio, aveva trovato nel capoluogo abruzzese la città in cui costruire il proprio percorso umano e professionale, diventando nel tempo un punto di riferimento per generazioni di studenti, colleghi e studiosi. La sua scomparsa priva L’Aquila e l’Abruzzo di una voce critica e lucida, capace di interpretare il passato come strumento per comprendere il presente. Il suo contributo resterà nella memoria di chi lo ha conosciuto, nei suoi scritti e nell’impronta lasciata nelle istituzioni culturali che ha guidato.
La sua attività didattica si è sempre contraddistinta per un approccio rigoroso ma al tempo stesso aperto, capace di coniugare la ricerca storica con una profonda attenzione ai processi culturali, sociali e comunicativi della modernità. Per molti suoi allievi, Dante non è stato soltanto un professore, ma un vero e proprio maestro di metodo e di pensiero critico. Parallelamente alla sua carriera universitaria, Dante ha ricoperto a lungo la presidenza dell’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea, contribuendo con passione alla tutela della memoria storica regionale.
Sotto la sua guida l’istituto ha rafforzato il proprio ruolo nella ricerca, nella divulgazione e nella conservazione delle vicende riguardanti la Resistenza, il Novecento italiano e l’Abruzzo in particolare. Il presidente dell’IASRIC, Carlo Fonzi, ha ricordato come il loro rapporto fosse nato nei primi anni Settanta, quando Dante era arrivato all’Università dell’Aquila, sottolineando la stima, l’amicizia e il valore umano di un intellettuale indipendente e brillante. La sua produzione scientifica è stata vasta e articolata. Tra le opere più note figurano “Insorgenza ed anarchia”, “La seduzione americana”, “Abruzzo”, “Il verosimile nelle arti visive”, “L’utopia del vero nelle arti visive,” “Il successo nel cinema.” Si tratta di lavori che testimoniano la sua capacità di muoversi con naturalezza tra storia politica, storia sociale, analisi dei media, estetica e arti visive. La profondità dei suoi studi e la curiosità intellettuale gli hanno permesso di essere riconosciuto come uno degli studiosi più autorevoli e originali della sua generazione.
Lascia la moglie Luciana, i figli Andrea ed Emiliano, a cui giungano le condoglianze dalla redazione del Capoluogo.


