Abusi sessuali su una 12enne, una perizia per valutare sostenibilità dell’incidente probatorio
Sarà una perizia a stabilire se la 12enne vittima di abusi sessuali e revenge porn potrà essere sottoposta a incidente probatorio.
SULMONA – Il giudice ha nominato un perito che valuterà se la 12enne vittima di abusi sessuali e revenge porn potrà effettuare l’incidente probatorio.
Per il momento niente incidente probatorio per la 12enne vittima di abusi sessuali e revenge porn per cui lo scorso ottobre sono stati arrestati due minorenni e un 18enne. Il gip del Tribunale per i minorenni dell’Aquila , Roberto Ferrari, ha infatti stabilito che sarà una perizia a valutare la capacità della giovane vittima di sottoporsi a incidente probatorio. Ad effettuare la perizia, entro i prossimi 30 giorni, sarà la dottoressa Loredana Petrone.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la minore – difesa dall’avvocato Maria Grazia Lepore – ha trovato il coraggio di denunciare dopo mesi di soprusi e minacce, dopo avere scoperto la circolazione di un video delle violenze subite in una chat di gruppo. A quel punto ha contattato il numero di emergenza 114 per raccontare degli abusi. I tre giovani coinvolti sono stati arrestati dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sulmona con accuse, a vario titolo, di violenza sessuale di gruppo aggravata, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minori, produzione di materiale pedopornografico, detenzione di materiale pedopornografico ed atti persecutori. Lo scorso ottobre gli arrestati sono stati rintracciati nelle rispettive abitazioni, site in diverse località della provincia aquilana.
Le misure cautelari detentive sono state disposte dai Giudici per le indagini preliminari del Tribunale di L’Aquila e del Tribunale per i Minorenni del capoluogo sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti dai Carabinieri nella delicata fase delle indagini, coordinata sinergicamente dalle Procure della Repubblica, ordinaria e minorile, di L’Aquila.
L’indagine ha avuto inizio alla fine del mese di agosto, quando la vittima, ha trovato il coraggio di rivolgersi al numero “114 – emergenza infanzia” e raccontare di essere stata costretta a subire abusi sessuali, anche di gruppo, sotto reiterate minacce di morte e di divulgare, tramite social network, un video dal contenuto sessualmente esplicito che la ritraeva, realizzato a sua insaputa da uno degli indagati.
L’attività di indagine posta in essere nell’immediatezza dall’Arma, ha permesso di raccogliere importanti riscontri investigativi che hanno permesso l’identificazione degli odierni arrestati, nonché di ricostruire l’intera vicenda, protrattasi per mesi.
Intanto i due minorenni accusati, di 14 e 17 anni, hanno respinto le accuse . Il più giovane, assistito dal suo legale, ha dichiarato che tra lui e la minore esisteva una relazione e che non vi sarebbe stata alcuna coercizione. Anche l’altro indagato ha negato di aver avuto un ruolo nella presunta produzione dei video.
“Una storia che semina solo dolore ed è triste anche da un punto di vista culturale. È una vicenda in cui tutti perdono“. Questo il commento del procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, nel momento in cui la vicenda è diventata di pubblico dominio, con gli arresti. “In questa vicenda l’aspetto giudiziario è secondario rispetto a quello culturale — ha sottolineato D’Angelo — e in ogni caso non c’è nulla da gioire: non abbiamo catturato un pericoloso assassino, ma individuato due minorenni e un appena maggiorenne. È una vicenda in cui tutti perdono”.




