Omicidio Thomas Christopher Luciani, la Corte d’Appello riduce le pene
La Corte d’Appello per i Minorenni dell’Aquila riduce le pene per l’omicidio di Thomas Christopher Luciani: esclusa l’aggravante della crudeltà, riconosciute attenuanti e valorizzato il percorso di giustizia riparativa. Condanne rideterminate a 16 e 14 anni.
La Corte d’Appello per i Minorenni dell’Aquila ha ridotto le pene ai giovani imputati per l’omicidio di Thomas Christopher Luciani, “Crox” avvenuto a Pescara a giugno 2o24. I giudici hanno escluso l’aggravante della crudeltà per il ragazzo oggi diciannovenne, riconoscendogli al tempo stesso l’attenuante della minore età — in forma più ampia rispetto al primo grado — e valorizzando il percorso di giustizia riparativa intrapreso durante la detenzione. La sua condanna scende così da 19 a 16 anni. I legali della famiglia: “Riteniamo che la perdita di una giovane vita, per mano di coetanei, non possa essere tradotta nella pena così come ridimensionata nella decisione odierna”.
Rideterminata anche la pena per l’altro imputato minorenne, la cui condanna passa da 16 a 14 anni. La decisione della Corte ricalibra il quadro sanzionatorio dopo un’analisi approfondita delle condotte, delle personalità dei ragazzi e del loro percorso evolutivo, mantenendo fermi i profili di responsabilità già riconosciuti in primo grado. Lo ricordiamo, erano state rigettate le richieste della difesa per nuove perizie. Thomas Christopher Luciani, è stato ucciso a Pescara il 23 giugno 2024 per per un piccolo debito contratto con due coetanei che lo hanno finito con 25 coltellate e poi abbandonato nel parco Baden Powell di via Raffaello. Uno degli imputati era stato condannato dal Tribunale per i minorenni a 19 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione. Il suo coetaneo, con lui al momento dell’omicidio, era stato invece condannato a una pena di 16 anni. Su entrambi l’accusa è omicidio aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. I due, secondo quanto ricostruito dai giudici, avrebbero continuato a inferire sul corpo di Crox, anche quando era a terra, ormai morente, contando i fendenti. Dopo i terribili fatti, gli aggressori si riunirono ad un gruppo di amici per andare tutti al mare: il coltello, infatti, fu gettato in acqua e non è mai stato ritrovato.

La famiglia del primo accoltellatore già ha risarcito i familiari del 16enne, la somma è stata già depositata, fatto riportato nel fascicolo che i giudici di secondo grado hanno esaminato durante la penultima udienza.
“Riteniamo che l’aggravante riconosciuta in primo grado sia assolutamente sussistente e pertanto non condividiamo la sentenza odierna. Attendiamo la pubblicazione delle motivazioni per comprendere al meglio la decisione del Collegio, anche in funzione delle future scelte
difensive”. Lo affermano Giacomo Marganella e Cecilia Ventura, i legali della famiglia di Christopher. “Riteniamo che la perdita di una giovane vita, per mano di coetanei – concludono i legali -, non possa essere tradotta nella pena così come ridimensionata nella decisione odierna”.
Thomas è stato ucciso per un debito di 70 euro, soldi che gli erano stati dati per acquistare del fumo. Ma il ragazzo, che si era allontanato dalla comunità in cui viveva nel Molise, quei soldi li aveva spesi per trascorrere un fine settimana con gli amici a Pescara. Uno dei due ragazzi condannati per tutta la giornata di sabato 22 giugno aveva cercato di contattarlo, ma Thomas aveva il telefono scarico e non si era preoccupato di ricaricarlo perchè rischiava di essere rintracciato dalla comunità. Oltre 40 le chiamate in circa due ore e numerosi messaggi furiosi, fino alla decisione di dargli una lezione. La domenica mattina uno dei due ragazzi lo ha intercettato alle 11.41 grazie alla foto alla stazione di pescara postata da Thomas sul suo account Instagram ( al quale si era collegato dal telefonino di un amico) ed è stato l’inizio della tragedia. Stava contattando gli amici per racimolare i 10 euro necessari per il treno delle 18 che lo doveva riportare a Vasto, dove abita la fidanzata e poi il giorno dopo a Campobasso, in comunità, quando è stato intercettato dai suoi assassini con la richiesta di un appuntamento. L’omicidio è avvenuto intorno alle 17:00, successivamente i due, con un gruppo di amici, sono andati al mare a fare il bagno.
In ricordo del giovane, ad agosto scorso è nata L’associazione Crox , con il nome con cui gli amici chiamavano Thomas, con una forte e simbolica connotazione sociale, culturale e sportiva, pensata per aiutare giovani e famiglie. Accanto alla scritta Crox il simbolo di una farfalla, quale segnale si rinascita.






