Consiglio comunale contro la violenza sulle donne, approvati due ordini del giorno
L’AQUILA – Consiglio comunale aperto nell’ambito della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
L’AQUILA – Approvati entrambi gli odg presentati in Consiglio comunale nell’ambito della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Consiglio comunale aperto a Palazzo Margherita per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Tanti gli interventi di associazioni, sigle sindacali e rappresentanti istituzionali, prima del voto in Aula, che ha fatto registrare l’approvazione di entrambi gli ordini del giorno, una della maggioranza a firma Gloria Nardecchia Maura Castellani, e uno dell’opposizione a firma Pezzopane e Giannangeli.
Le interviste
Il primo documento, firmato da Simona Giannangeli (L’Aquila coraggiosa) e da Stefania Pezzopane (Pd), chiede all’amministrazione attiva, tra l’altro, di “fare pressione sul Governo affinché si introduca rapidamente e compiutamente nel Paese una legge organica e attualizzata sullo stupro, ponendo al centro l’elemento fondamentale del consenso libero e attuale” e “affinché l’educazione sessuale, sentimentale e affettiva sia oggetto di un intervento legislativo rigoroso che la preveda nelle scuole di ogni ordine e grado”. L’ordine del giorno sollecita inoltre “a rafforzare, di concerto con il centro antiviolenza, il tavolo permanente della rete antiviolenza in città, per monitorare i livelli di emersione della violenza maschile sul territorio comunale e per potenziare le prassi già implementate dallo stesso centro antiviolenza”. Invita inoltre “ad adottare specifiche determinazioni per consentire alle donne la fuoriuscita dalla violenza maschile”, favorendo l’accesso “in via prioritaria ad alloggi dell’edilizia residenziale pubblica”. Il documento è stato approvato con il voto unanime dell’opposizione e l’astensione della maggioranza.
Prevede “la ferma condanna di ogni forma di violenza contro le donne ed il forte sostegno alla protezione, all’autonomia e al pieno sviluppo umano, sociale, economico e culturale di ogni donna” l’ordine del giorno che ha avuto, come prime sottoscrittrici, Maura Castellani (Fdi) e Gloria Nardecchia (Udc). Il documento, inoltre, chiede di “sostenere con forza le campagne internazionali e nazionali per l’eliminazione delle pratiche dannose contro donne e ragazze, come le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci e forzati e per prevenire la violenza sessuale in situazioni di conflitto e di emergenza” e di “ implementare le iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza sul tema della violenza di genere e, in particolare, sugli abusi perpetrati durante le guerre e sul ruolo strategico delle donne nella promozione del dialogo per la pace e di prospettive diverse sul significato di pace e sicurezza, in particolare nella prevenzione e risoluzione dei conflitti nonché nella ricostruzione postbellica”. L’ordine del giorno, che contiene ulteriori richieste, è stato approvato con il consenso unanime della maggioranza e l’astensione dell’opposizione.
Il Consiglio si è riunito in seduta aperta e cioè con la possibilità di istituzioni e associazioni, invitate su richiesta di componenti dell’Assemblea, di partecipare e di intervenire. In particolare, hanno preso la parola Silvia Frezza (presidente del centro antiviolenza dell’Aquila e dell’associazione Donatella Tellini), Carla Lettere (presidente della Camera penale minorile), Ilaria Rosa (associazione FuoriGenere), Quirino Crosta (responsabile dell’associazione Jane’s Walk), Antonio Lattanzi (dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Cesira Fiori San Demetrio-Rocca di Mezzo), Valentina Valleriani (presidente dell’associazione Donne Terremutate), Alessia Salvemme (presidente del consultorio Aied), Francesco Marrelli (segretario provinciale della Cgil), Gina Ragusa (psicologa del Centro per uomini autori di violenza, Cuav), Alessandra Marchionni (responsabile dell’ufficio vertenze della Cgil dell’Aquila), Miriam Anna Del Biondo (segretaria Flc Cgil) e Nora Concordia (presidente del Soroptimist). In aula è stata data lettura del messaggio della cooperante internazionale, Sabrina Prioli.
“Siamo soddisfatte dell’approvazione del nostro ordine del giorno, – sottolineano dall’opposizione Stefania Pezzopane (Partito Democratico) e Simona Giannangeli (L’Aquila Coraggiosa) – seppure con l’astensione della maggioranza. È un risultato che consideriamo significativo, ma soprattutto è un risultato maturato grazie al contributo davvero proficuo, efficace e di altissimo livello offerto da tutte le ospiti e gli ospiti che abbiamo voluto coinvolgere.”
“Le loro parole – proseguono – sono state dense di tante competenze, qualità, esperienza sul campo: voci autorevoli che, ciascuna dal proprio osservatorio, hanno confermato un dato inequivocabile, che il Consiglio comunale non poteva ignorare soprattutto alla luce della modifica normativa approvata dalla Camera dei Deputati nei giorni scorsi, che ha introdotto per la prima volta in modo esplicito il concetto di ‘consenso libero e attuale’ all’articolo 609-bis del codice penale”.
“Da tutte e tutti – sottolineano Pezzopane e Giannangeli – è arrivata una richiesta chiara, forte e condivisa: l’introduzione immediata e strutturale dell’educazione sessuale, sentimentale e affettiva nelle scuole di ogni ordine e grado. È impressionante e al tempo stesso straordinario aver registrato un coro unanime su questo punto. Dirigenti scolastici, attiviste, sindacati, consultori, associazioni, operatrici dei centri antiviolenza: ogni voce ha ribadito che senza educazione al rispetto, al consenso, alle emozioni e alle relazioni sane non si può sperare di prevenire e contrastare efficacemente la violenza maschile sulle donne.”
“Questo – aggiungono – è un dato politico potentissimo: non è l’opinione di due consigliere, ma la sintesi di competenze professionali e sociali che ogni giorno affrontano il fenomeno in prima linea. Un appello che il Governo nazionale è chiamato ad ascoltare, perché chi lavora sul campo sa esattamente quale strada occorre percorrere.”
Le consigliere ribadiscono che la seduta straordinaria non è stata una celebrazione rituale del 25 novembre: “Non intendiamo questa giornata come un rito da ripetere ogni anno. Vogliamo che sia un momento di responsabilità, di impegno concreto, di ascolto reale delle esperienze e delle proposte di chi conosce la violenza e sa cosa serve per combatterla.”





