Univaq e GSSI, nasce lo Sportello antiviolenza interuniversitario
Nasce lo Sportello Antiviolenza interuniversitario di Univaq e GSSI: un nuovo presidio di ascolto, tutela e prevenzione contro la violenza di genere.
Nasce lo Sportello Antiviolenza che studenti e studentesse chiedevano da tempo: un luogo sicuro, interuniversitario, che trasforma l’impegno contro la violenza di genere in un’azione concreta.
Lo Sportello Antiviolenza interuniversitario, volto alla prevenzione e al contrasto della violenza basata sul genere e sull’orientamento sessuale, è ora realtà. Grazie alla collaborazione tra l’Università degli Studi dell’Aquila e il Gran Sasso Science Institute, prende forma un presidio stabile di ascolto, tutela e prevenzione rivolto a chi studia e lavora nei due Atenei, ma non solo. Un progetto nato da un lungo percorso di confronto, sensibilizzazione e pressione dal basso, soprattutto da parte della rappresentanza studentesca.
Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato il rettore dell’Università dell’Aquila Fabio Graziosi, la rettrice del GSSI Paola Inverardi e Daniela Senese, responsabile della Casa delle Donne della Marsica per la Cooperativa Sociale Be Free, che coordinerà il nuovo sportello.
“Questo sportello ha origine dal rettorato del professore Edoardo Alesse, che lo ha voluto con grande forza. Oggi trova finalmente compimento” afferma il rettore Fabio Graziosi. “E’ molto importante che l’università si attivi su questi temi, perché, anche se esistono tante realtà che già operano sul territorio nell’ambito del contrasto alla violenza di genere, quello universitario è un contesto particolare, attraversato anche da tanti studenti e studentesse stranieri e dunque abbiamo necessità di presidiarlo con azioni specifiche. Questa iniziativa va ad aggiungersi alle tante già messe in campo dall’ateneo sui temi della parità di genere, del contrasto alla violenza e agli stereotipi di genere, dal Comitato unico di garanzia alla Consigliera di fiducia, dalle carriere alias al Pinkamp. Il nostro è un approccio orientato alla prevenzione, dobbiamo essere in grado di accogliere tempestivamente richieste di intervento qualora ci siano episodi di violenza conclamata”.
Per Giorgio Bruno, rappresentante dell’UdU, l’apertura dello sportello è “un traguardo che arriva dopo un iter lungo e complesso”, segnato da mozioni, incontri, episodi gravi come la scritta omofoba comparsa al DSU, e soprattutto dalla richiesta emersa con forza dal questionario anonimo del 2023. “Si è trattato di un percorso segnato non solo dall’impegno, ma anche da una iniziale sottovalutazione del tema negli organi accademici”, ha ricordato. “Oggi possiamo dire che l’Ateneo si dota di uno strumento concreto: spazi, finanziamenti e maestranze dedicate”.
Bruno ha rivolto un pensiero personale a chi ha contribuito in maniera determinante al raggiungimento del risultato: “Questo non sarebbe stato possibile senza la tenacia di donne che hanno creduto ostinatamente nel progetto. Un ringraziamento profondo va alla Senatrice Accademica Elisa Ottaviani e alla Professoressa Francesca Belotti”.

La rettrice del GSSI, Paola Inverardi, ha sottolineato la complessità del fenomeno: “Sappiamo bene che ci sono le criticità a livello nazionale che a tratti assumono una forma emergenziale, ma per noi lo Sportello deve essere soprattutto uno strumento di prevenzione e di formazione proattivo, e sarà anche l’occasione per discutere di questi temi in modo franco, un luogo per ribadire l’importanza del rispetto della libertà altrui. Inoltre, per noi del GSSI lo Sportello assume un’importanza ancora più significativa: con oltre il 43 per cento degli studenti internazionali, provenienti da culture e sensibilità sulle differenze e violenze di genere molto diverse, rappresentiamo una realtà complessa, ecco quindi che lo Sportello assume una importanza fondamentale”.
Inverardi ha inoltre ricordato quanto sia importante compiere certi passi, al fine di tutelare le differenze di genere in ogni ambito: “Tante donne raggiungono traguardi importanti, ma occorre lavorarci duramente. Questo sportello vuole essere uno spazio per chiunque ne abbia bisogno, aperto a chiunque sia in difficoltà”.
Coordinatrice dello sportello e figura di riferimento della Casa delle Donne della Marsica, Daniela Senese ha parlato con emozione del valore dell’iniziativa: “Uno sportello antiviolenza dentro gli spazi universitari non è semplicemente un ufficio, un servizio accessorio o un progetto in più da aggiungere all’offerta didattica e sociale. È, al contrario, un punto fermo per la libertà e la dignità di ogni persona che vive e lavora all’interno di queste prestigiose istituzioni accademiche. L’apertura di uno spazio di questo tipo in un contesto di alta formazione e di ricerca come l’Università e il GSSI è un atto politico, etico e culturale di elevatissimo significato. Questi non sono solo luoghi di sapere professionale; sono, per loro natura, luoghi in cui nasce l’avanzamento civico, in cui si forma e si trasforma la nostra cultura, si stimola l’indagine critica e il progresso”.
Con l’istituzione dello Sportello Antiviolenza, Univaq e GSSI compiono un passo decisivo nel riconoscere e contrastare una realtà che non risparmia nessun contesto, neppure quello accademico. La sfida ora è trasformare questo spazio in un punto di riferimento sicuro, accessibile e attivo, capace non solo di accogliere, ma anche di intervenire culturalmente, formare e prevenire.
Lo sportello funzionerà due giorni a settimana: il giovedì dalle 15:30 alle 18:30 nel polo Univaq di Coppito (stanza 0.17 dell’Unità di Crisi/Medialab, alle spalle dell’edificio Alan Turing) e il venerdì dalle 11:00 alle 14:00 nella sala S1-G1 dell’edificio Mariani del GSSI (piano -1, sala medica). Le operatrici offriranno percorsi di supporto costruiti su misura, valutando il rischio in modo approfondito e legato alla storia personale di ogni vittima, riconoscendo anche la possibile presenza di violenze e discriminazioni intersecate con altri fattori identitari come età, abilità, etnia o condizioni socioeconomiche.
Ci sarà la possibilità di mettersi in contatto con lo sportello anche telefonicamente o per email. Il servizio è gratuito, anonimo, senza nessun obbligo di denuncia, ed è offerto sia in lingua italiana che in lingua inglese.
Contatti
Front-Office: giovedì h. 15.30-18.30 nel polo UnivAq di Coppito, presso la stanza 0.17 dell’Unità di Crisi/Medialb (ala sinistra dell’edificio); venerdì h. 11-14 presso la sala S1-G1 dell’ edificio Mariani del GSSI (piano -1, sala medica)
Telefono: (+39)3403290530
E-mail: sportelloantiviolenza@univaq.it















