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Densità demografica riconosciuta nel Fondo Sanitario, Deborah Visconti: Svolta per le aree interne

Il riconoscimento dei criteri di densità demografica e dispersione territoriale nella ripartizione del Fondo sanitario nazionale 2025 sono “una svolta attesa da anni”, commenta Deborah Visconti

Parla di “risultato storico per le aree interne” Deborah Visconti, presidente dell’Unione dei Comuni Montagna Aquilana, in merito al riconoscimento dei criteri della densità demografica e della dispersione territoriale nella ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale.

“Il riconoscimento della densità demografica e della dispersione territoriale tra i criteri di ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale è una svolta che attendevamo da anni. Un risultato strategico per l’Abruzzo e, in particolare, per le aree interne”. Lo dichiara Deborah Visconti, presidente dell’Unione dei Comuni Montagna Aquilana, sottolineando come questo passo avanti sia frutto della determinazione del Presidente della Regione, Marco Marsilio, “che in Conferenza Stato–Regioni ha condotto una battaglia decisiva, ottenendo finalmente un principio di equità che dà voce ai territori più fragili e fisiologicamente svantaggiati”.

“Per realtà come la nostra – prosegue Visconti – questo cambiamento significa riconoscere la complessità di gestire servizi sanitari in territori vasti, montani e con popolazione dispersa. Non è solo un fatto tecnico: è un atto di giustizia istituzionale che corregge una distorsione storica e permette alle comunità delle aree interne di ambire agli stessi diritti delle zone più popolose”.

La presidente ribadisce che “ora è fondamentale consolidare questo criterio, affinché diventi strutturale e stabile nel tempo. Le aree interne dell’Abruzzo, come quelle della Montagna Aquilana, hanno bisogno di risorse adeguate per garantire servizi sanitari davvero prossimi ai cittadini, superando disparità che per anni hanno penalizzato i territori più piccoli. Continueremo a sostenere con forza questo percorso – conclude Visconti – perché la sanità dei territori montani non sia più considerata un costo, ma un diritto da tutelare con determinazione e responsabilità”.