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Semestre filtro a Medicina, all’Univaq 200 posti per 470 candidati

Il semestre filtro di Medicina non piace agli studenti: a L’Aquila 200 posti per 470 candidati. 80 hanno rinunciato a sostenerlo

Test del semestre filtro a Medicina, all’Aquila solo 200 candidati su 470 presenti rientreranno, a fronte dei circa 550 inizialmente iscritti.

Intanto, piovono segnalazioni da tutta Italia polemiche per l’uso dei cellulari e presunte irregolarità.

All’Università degli Studi dell’Aquila il nuovo semestre filtro di Medicina ha mostrato fin da subito la sua natura selettiva: circa 550 studenti iscritti a settembre, 470 presenti alla prova di accesso e solo 200 posti disponibili. In circa 80 hanno rinunciato prima ancora dell’esame, spesso per difficoltà legate al carico di studio o alla gestione delle lezioni. Numeri che raccontano un percorso che, più che ampliare l’accesso, sembra restringerlo con una selezione distribuita lungo tre mesi.

La prova di accesso di quest’anno, articolata su Chimica, Fisica e Biologia, ha rappresentato per l’ateneo abruzzese il momento conclusivo del semestre “aperto”, introdotto quest’anno con l’obiettivo di selezionare gli studenti dopo un primo periodo di frequenza universitaria.

Mentre 55mila aspiranti medici sostenevano il test nelle aule italiane, sui social hanno iniziato a circolare foto dei quesiti prima della conclusione della prova. Il Ministero dell’Università ha trasmesso le immagini a tutti gli atenei tramite la Crui per identificare i responsabili. La ministra  Anna Maria Bernini, che ha definito la giornata “complessivamente positiva”, ha però annunciato tolleranza zero: “Chi ha cercato di falsare l’esame vedrà annullata la sua prova”. L’annullamento non sarà collettivo, ma solo per chi verrà riconosciuto come responsabile della diffusione. Un incidente che, comunque, alimenta l’impressione di una macchina organizzativa ancora fragile.

La prima applicazione della riforma, che ha sostituito il vecchio test di ingresso con tre mesi di lezioni propedeutiche e un esame finale, sta però generando critiche unanimi da parte delle associazioni studentesche. Secondo l’UdU, il semestre filtro non amplia l’accesso ma introduce “più incertezza, più stress e più disuguaglianze”. Il SISM denuncia il passaggio forzato dalla didattica a distanza ai video preregistrati in molte università, dove le aule non erano sufficienti a gestire il grande numero di partecipanti iniziali.

Anche l’aspetto economico pesa: i corsi privati che preparavano al vecchio test si sono semplicemente riconvertiti nella nuova formula, lasciando un vantaggio a chi può permetterseli. Nel frattempo, la competizione all’interno delle classi è aumentata: tre mesi di studio intenso, graduatorie incrociate e la prospettiva concreta di rimanere fuori. Secondo le associazioni, il clima è “più da sfida individuale che da formazione universitaria”.

Mentre le commissioni procederanno con la correzione dei compiti, con risultati attesi per il 3 dicembre sulla piattaforma Universitaly, aumenta l’attenzione sul quadro generale: tra graduatorie a scorrimento lento, ricorsi potenziali e la consueta disparità territoriale nell’accesso ai corsi, il test continua a rimanere al centro di un dibattito che alterna esigenze di meritocrazia a richieste di riforma strutturale. Le prossime settimane diranno se questa sessione avrà confermato o attenuato le criticità degli anni passati.

Test medicina, studenti furiosi