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Una donna su tre è vittima di violenza, allarme tra le più giovani

Violenza contro le donne, Istat 2025: vittima almeno una su tre. Crescono i casi tra le giovanissime, ma aumenta la consapevolezza del reato.

Violenza sulle donne, una su tre ne è vittima in Italia. Il fenomeno aumenta tra le donne al di sotto dei 24 anni,  crescono i casi in cui si chiede aiuto: il numero di denunce rimane stabile al 10.5%

Sono circa 6 milioni e 400mila, il 31,9% delle italiane tra i 16 e i 75 anni, le donne che hanno subìto almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Numeri che, negli ultimi cinque anni, risultano stabili rispetto al 2014, ma che cambiano volto se si guarda alla distribuzione: aumentano in modo significativo le vittime tra le ragazze dai 16 ai 24 anni e tra le studentesse.

È quanto emerge dalla nuova indagine IstatSicurezza delle donne”, prevista dalla Legge 53/2022, dalla Convenzione di Istanbul e dalla Direttiva UE 2024/1385. La rilevazione, giunta alla sua terza edizione dopo quelle del 2006 e del 2014, ha coinvolto tra marzo e agosto 2025 un campione di circa 17.500 cittadine italiane. I risultati definitivi, comprensivi delle interviste alle donne straniere, saranno diffusi nel 2026.

Nel quadro generale, il 18,8% delle donne ha subìto violenze fisiche, mentre il 23,4% ha sperimentato violenze sessuali. Le forme più gravi – stupri e tentati stupri – riguardano il 5,7% della popolazione femminile. Le esperienze vanno dalle minacce alle aggressioni con oggetti, fino ai tentativi di strangolamento, mentre sul versante della violenza sessuale si passa dalle molestie con contatto fisico ai rapporti non desiderati, fino agli stupri veri e propri.

Le violenze avvengono sia fuori sia dentro la coppia. All’esterno, il 26,5% delle donne ha subìto aggressioni da parte di parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti. Sono circa 2 milioni e 441mila le vittime di violenza fisica da uomini non partner e oltre 4 milioni e 100mila quelle che hanno vissuto almeno una forma di violenza sessuale, con più di 3,8 milioni di donne che riferiscono molestie fisiche e circa 705mila che dichiarano stupri o tentati stupri.

Dentro la coppia, il 12,6% di chi ha o ha avuto un partner ha sperimentato violenze fisiche o sessuali. Tra le donne attualmente in una relazione, il 2,2% vive maltrattamenti fisici e l’1% violenze sessuali, quasi 39mila delle quali riconducibili a stupri o tentati stupri. Molto più elevata è la quota delle vittime tra chi ha un ex partner: il 15,9% ha subìto violenze fisiche nel corso della relazione o dopo la separazione e l’8,7% violenze sessuali. Nell’84,1% dei casi, gli episodi si sono verificati quando la relazione era ancora in corso. Quasi la metà delle donne che stavano con un partner violento (45,9%) lo ha lasciato proprio a causa delle violenze, mentre per un altro 26,3% le aggressioni sono state solo una delle ragioni della separazione.

Il dato forse più allarmante riguarda gli stupri: il 63,8% è commesso da partner attuali o ex. Nel dettaglio, il 59,1% degli stupri è attribuito a un ex partner e il 4,7% al partner attuale, mentre nel restante dei casi l’autore è un conoscente (19,4%), un amico (10,9%) o uno sconosciuto (6,9%). Per i tentati stupri il quadro è simile: gli ex restano i principali responsabili, con una quota del 29,9%, seguiti da conoscenti e amici. Per la prima volta l’indagine include anche gli stupri commessi quando la vittima non era in grado di opporsi per l’effetto di droghe o alcool: riguarda l’1% delle donne, e gli autori sono in prevalenza ex partner, conoscenti e amici.

Le molestie sessuali, infine, riguardano il 19,2% delle donne: in oltre la metà dei casi (58,7%) l’autore è uno sconosciuto, mentre nel 19,5% un conoscente.

Accanto alle violenze fisiche e sessuali, l’Istat rileva anche gli atti persecutori, che coinvolgono il 14,7% delle donne che hanno un ex partner e il 9% delle donne che hanno subìto stalking da altri uomini. Tra chi è o è stata in coppia, il 17,9% riferisce violenza psicologica e il 6,6% violenza economica.

Un elemento nuovo e importante del 2025 è l’aumento della consapevolezza da parte delle vittime: più donne riconoscono come reato ciò che hanno subìto e più spesso chiedono aiuto ai Centri antiviolenza e ai servizi specializzati. Rimane però stabile, al 10,5%, la quota di chi sporge denuncia dopo violenze da partner o ex partner. In calo, invece, le aggressioni con esiti gravi come ferite o timori per la propria vita.