Marianna Scoccia sulla famiglia nel bosco, proteggere significa anche comprendere
22 novembre 2025 | 10:33
“Da madre e da donna sento profondamente il trauma vissuto dai bambini e dai genitori, pur riconoscendo la serietà della Magistratura”. Le parole di Marianna Scoccia sul caso della famiglia nel bosco.
Le parole della vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia sul caso della famiglia nel bosco, nelle ultime ore i tre bambini sono stati allontanati dai loro genitori e trasferiti in una struttura protetta. La madre è con loro ma può vederli in fasce orarie stabilite.
La vice presidente del Consiglio regionale, Marianna Scoccia, interviene sulla vicenda della famiglia anglo-australiana di Palmoli, i cui figli sono stati allontanati dalla magistratura per i minorenni dell’Aquila e trasferiti in una struttura protetta.
“Ci sono vicende che interrogano prima ancora che dividere – afferma Marianna Scoccia -. La storia di questa famiglia, che ha scelto uno stile di vita legato alla natura e diverso dalla modernità frenetica, apre una domanda profonda: come conciliare la tutela dei minori con il diritto dei genitori di educare i figli secondo i propri valori, nel pieno rispetto della legge?”
La vice presidente Scoccia sottolinea il peso umano della vicenda: “Da madre e da donna sento profondamente il trauma vissuto dai bambini e dai genitori. L’allontanamento dei figli è sempre un atto delicato e può lasciare segni profondi, perché strappa i piccoli a un mondo che per loro rappresentava sicurezza, affetto e normalità”.
Pur riconoscendo la serietà delle decisioni della magistratura, Scoccia invita a una riflessione più ampia: “È fondamentale tutelare i minori senza smarrire il senso della libertà educativa e senza colpire famiglie che non hanno mostrato comportamenti violenti o pericolosi. La Regione e le istituzioni locali devono fare la loro parte, cercando soluzioni che proteggano i bambini nel modo meno traumatico possibile e nel pieno rispetto della dignità di tutti”.
“Mi auguro che nei prossimi gradi di giudizio ci sia spazio per valutare con attenzione la situazione e favorire, se possibile, percorsi di ricomposizione familiare – conclude Scoccia -. Proteggere i bambini significa anche permettere alle famiglie, quando ne esistono le condizioni, di restare unite e crescere i propri figli secondo scelte educative diverse dalle nostre”.
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