Semestre filtro a Medicina, oggi la prima prova di accesso anche ad Univaq
Anche all’Università dell’Aquila si svolge oggi la prima prova del semestre filtro per l’accesso ai corsi di Medicina e Odontoiatria.
È il giorno cerchiato in rosso da migliaia di studenti: in tutta Italia e all’Università dell’Aquila, si svolge oggi la prima prova nazionale del semestre filtro, che determinerà l’accesso ai corsi di Medicina e Odontoiatria.
È arrivato il giorno che migliaia di studenti attendevano (e temevano) da mesi. Dopo un primo semestre intenso di lezioni, esercitazioni e studio serrato, il 20 novembre si svolge in tutta Italia la prima data degli esami del semestre filtro, il nuovo sistema che dall’anno accademico 2025/2026 regola l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria. Una riforma che ha cambiato radicalmente il panorama universitario nazionale e che interessa anche l’Università degli Studi dell’Aquila, in linea con quanto avviene negli altri atenei.
Il semestre filtro è un percorso introdotto per la prima volta quest’anno e rappresenta il nuovo modo di accedere ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria. Al posto del tradizionale test di ingresso, gli studenti iniziano direttamente un semestre universitario vero e proprio, durante il quale seguono tre insegnamenti fondamentali – Biologia, Chimica e propedeutica biochimica, e Fisica – per un totale di 18 crediti formativi. La frequenza è obbligatoria, sia in presenza sia online, e il programma è identico in tutti gli atenei che partecipano.
Al termine delle lezioni, gli studenti affrontano due sessioni d’esame nazionali, fissate dal Ministero e uguali per tutti: la prima oggi, 20 novembre, e la seconda il 10 dicembre. In ciascuna di queste giornate devono sostenere tre prove, una per ogni insegnamento, collocate nella stessa data e negli stessi orari in tutta Italia. Ogni esame dura 45 minuti e presenta una combinazione di quesiti a scelta multipla e domande a completamento, pensata per valutare sia le conoscenze teoriche sia la capacità di applicarle.
Il sistema di valutazione è uniforme a livello nazionale: a ogni risposta corretta viene attribuito un punto, le risposte non date non incidono sul punteggio e gli errori comportano una penalità di 0,10 punti. Il risultato finale viene poi convertito in trentesimi, con un massimo teorico di 93 punti, e per essere ammessi alla graduatoria nazionale è necessario ottenere almeno 18/30 in ciascuna delle tre prove.
È proprio questa graduatoria a determinare il futuro degli studenti: solo chi rientra nei posti disponibili, sulla base delle preferenze espresse su Universitaly, può proseguire nel secondo semestre del corso di laurea scelto. Gli altri hanno diverse possibilità: ripetere il semestre filtro fino a tre volte, iscriversi a un corso affine per poi riprovare l’anno successivo, oppure cambiare completamente percorso, compatibilmente con i posti disponibili.
Per accompagnare gli studenti in questa fase sperimentale, l’Università dell’Aquila partecipa al Progetto MOOD, coordinato dall’Università LaSapienza in collaborazione con diversi atenei italiani. La piattaforma offre: oltre 80 ore di videolezioni, suddivise in micro-argomenti di Biologia, Chimica e Fisica e contenuti di storytelling educativo, con testimonianze di studenti, docenti e ricercatori. Il 6 novembre si è inoltre svolto l’evento “Prepararsi al semestre aperto”, in presenza e in live streaming, con esercizi interattivi e consigli pratici per affrontare al meglio le prove.
In questi mesi il semestre filtro è stato al centro di un vivace dibattito. Sui social, soprattutto TikTok, molti studenti hanno condiviso ansia e stanchezza, con qualcuno che ha dichiarato di voler “mollare tutto”, mentre altri hanno condiviso strategie creative per memorizzare formule, creare mappe concettuali e organizzare gruppi di studio virtuali nati spontaneamente per sostenersi a vicenda.
Nel mondo medico e accademico, i pareri sono sfumati: c’è chi apprezza un modello che punta sulla preparazione continuativa, considerandolo più equo rispetto al “tutto in un giorno” del vecchio test e chi teme un aumento della pressione psicologica, del carico di studio e delle diseguaglianze tra chi può permettersi di dedicare tempo pieno e chi no.
Il semestre filtro si propone come un compromesso tra meritocrazia e inclusività: non più un test unico, ma un percorso che valuta impegno, frequenza e costanza. Tuttavia, restano aperte alcune domande: questo modello premia davvero le competenze? O rischia di trasformarsi in un semestre ad alta intensità che testa più la resistenza emotiva che la preparazione scientifica? La riforma nasce con l’obiettivo dichiarato di rendere l’accesso a Medicina più giusto e trasparente. Quanto ci riuscirà dipenderà dalla capacità delle università di sostenere gli studenti, dal funzionamento della graduatoria nazionale e dalla possibilità reale, per chi non ce la fa, di ricollocarsi senza sentirsi escluso.
Per ora, ciò che è certo è che oggi migliaia di studenti affrontano la prima grande prova della loro futura carriera sanitaria. E il risultato di questa giornata, come della riforma che l’ha resa possibile, verrà valutato nei mesi a venire, con uno sguardo attento a ciò che funziona e a ciò che dovrà essere migliorato.











