Il XIII Tavolo nazionale sui Contratti di fiume all’Aquila, rinaturalizzazione per mettere in sicurezza i territori
XIII Tavolo nazionale sui Contratti di fiume, la prima giornata di lavori a Palazzo Margherita: “Il futuro è adesso”.
L’AQUILA – Prima giornata di lavori per il XIII Tavolo nazionale sui Contratti di fiume: “Strumento di riqualificazione e rinaturalizzazione”.
A Palazzo Margherita la prima giornata di lavori del XIII Tavolo nazionale sui Contratti di fiume, iniziativa organizzata in collaborazione con Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila, con il patrocinio di WWAP UNESCO, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e ISPRA, e con il contributo organizzativo di Alta Scuola, Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, INU e ANCI.
“I Contratti di fiume – ha spiegato al microfono del Capoluogo d’Abruzzo Patrizio Schiazza, direttore nazionale di Ambiente e/è Vita e consulente per la Regione Abruzzo – rappresentano uno strumento che punta alla riqualificazione e alla rinaturalizzazione dei corpi idrici; queste procedure comportano anche la sistemazione sotto il profilo del rischio idrogeologico, perché riportando i fiumi a un loro equilibrio si consolida la sicurezza dei territori”.
“È la prima volta che il Tavolo nazionale si riunisce in Abruzzo – ha sottolineato Emanuele Imprudente, vice presidente della Giunta regionale – è questo rappresenta un grande orgoglio per il riconoscimento di un lavoro che ha fatto la Regione Abruzzo, pioniera in Italia con il finanziamento di sette Contratti di fiume, mettendo a disposizione oltre 38 milioni di euro per interventi strategici e strutturali”.
“Si tratta di una due giorni importantissima – ha aggiunto l’assessore comunale Fabrizio Taranta – avere all’Aquila il Tavolo nazionale dei Contratti di fiume dimostra come il Comune ci abbia creduto, come capofila insieme ad altri 28 comuni per il Contratto di fiume per l’Aterno, per tutta una serie di interventi che possano portare alla rinaturalizzazione dell’ambiente fluviale e al contrasto del rischio idrogeologico. Per il territorio è fondamentale istituire una rete di collaborazione tra tutti gli enti coinvolti e giornate come questa servono proprio a rafforzare questa rete e confrontarsi con altri territori”.
“I Contratti di Fiume – ha aggiunto Francesco D’Amore, presidente del Parco Sirente Velino e sindaco di Fagnano Alto – sono importantissimi, perché i singoli comuni non possono incidere più di tanto. E lo dico sia come sindaco, sia come presidente del Parco ha potuto realizzare la prima Green Community con gli stessi principi che guidano i Contratti di fiume”.

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Dal 2007 a oggi i Contratti di Fiume hanno registrato una diffusione crescente su tutto il territorio nazionale: ne sono infatti attivi quasi 300, di cui 102 già sottoscritti, dimostrando la capacità di portare le politiche pubbliche alla scala locale con un approccio integrato che unisce tutela ambientale, occupazione e sviluppo socio-economico.
Attraverso i Contratti di Fiume, comunità locali, cittadini, enti territoriali e istituti di ricerca assumono un ruolo attivo nella gestione del territorio, nella prevenzione del rischio idrogeologico e nella tutela delle risorse idriche e degli ecosistemi. Negli anni i Contratti di Fiume hanno contribuito ad affrontare conflitti complessi legati all’uso dell’acqua, a sviluppare collaborazioni con il mondo agricolo, a promuovere interventi di manutenzione di fiumi, laghi e coste, a favorire azioni per la riduzione della plastica e a diffondere progettualità basate su nature-based solutions per aumentare sicurezza e qualità degli ecosistemi fluviali. Tali iniziative coinvolgono circa 8.000 comuni italiani interessati da percorsi di attivazione dei CdF.




