Presentato emendamento proroga Superbonus per il cratere 2009, serve ampia convergenza
Presentato l’emendamento per la proroga del superbonus per il cratere 2009. Fina: “Ora serve ampia convergenza”.
Legge di Bilancio, il senatore Michele Fina annuncia la presentazione dell’emendamento per la proroga del superbonus per il cratere 2009: “Votate il nostro emendamento”. Proposta anche per l’istituzione di un fondo di sostegno ai familiari delle vittime di calamità naturali.
Scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti alla Legge di Bilancio, sul fronte Superbonus combinato alla ricostruzione post sisma 2009 si registra la presentazione dell’emendamento del senatore Michele Fina (PD): “Nell’ambito del dibattito parlamentare sulla legge di bilancio per l’anno 2026, – spiega – in questi giorni sono stati presentati gli emendamenti di modifica al testo del Governo. Come annunciato nelle settimane scorse, ho depositato uno specifico emendamento volto a prorogare il Superbonus 110% anche per il cratere sismico 2009, colmando così una chiara discriminazione contenuta nella proposta iniziale dell’Esecutivo, che riservava questa possibilità esclusivamente ad altri territori colpiti da sisma, in particolare al cratere 2016. Con questo intervento intendiamo restituire alle famiglie e alle imprese aquilane e dell’intero cratere 2009 gli stessi diritti riconosciuti ad altri comprensori colpiti da eventi analoghi. È un principio di equità che non può essere messo in discussione – così in una nota il Senatore del PD Michele Fina – Stupisce, e non può essere taciuto, che altri parlamentari aquilani abbiano ritenuto di non presentare un emendamento analogo lasciando ad altri di occuparsene. E stupisce anche il silenzio del Sindaco della città Biondi che in altri tempi, per molto meno, avrebbe certamente promosso proteste e rivendicazioni in difesa della città. Auspico che l’emendamento a mia prima firma possa raccogliere una convergenza ampia, sia nella sottoscrizione sia nel voto. Al contrario, sarebbe difficile comprendere un atteggiamento politico-istituzionale che, a fronte di condizioni identiche, non garantisca medesimi diritti”.

Presentato anche un emendamento per l’istituzione di un Fondo di sostegno per i familiari delle vittime di calamità naturali, con dotazione finanziaria annua a partire dal 2026. Il nuovo Fondo, collocato nello stato di previsione del ministero dell’Economia e delle Finanze, interverrebbe in sede di prima applicazione per riconoscere un contributo ai familiari di persone morte a seguito di eventi sismici verificatisi in Italia dal 6 aprile 2009 (data del terremoto dell’Aquila) fino all’entrata in vigore della legge, includendo quindi L’Aquila, Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e altri territori colpiti in Italia a seguire, come ad esempio l’Emilia Romagna nel 2012 o Casamicciola Terme di Ischia nel 2017.
L’emendamento prevede che un decreto del ministro dell’Economia, di concerto con il ministro per la Protezione civile, definisca entro 90 giorni criteri e modalità di accesso al Fondo, procedure di erogazione, categorie dei beneficiari, misura dei contributi con riduzioni in base all’ISEE, modalità di presentazione delle domande, documentazione necessaria e cause di esclusione. Per garantire la copertura finanziaria del nuovo strumento, la norma rimodula lo stanziamento previsto dall’articolo 132 della legge di bilancio, riducendo la dotazione complessiva da 100 a 95 milioni di euro annui a partire dal 2026.
“Ancora una volta – afferma l’avvocato Maria Grazia Piccinini, di Lanciano (Ch), madre di Ilaria Rambaldi, vittima del sisma dell’Aquila – si tenta di assicurare un sostegno equo e uniforme a tutte le famiglie colpite dai terremoti. Sono anni che ci si prova senza riuscire ad ottenere ciò che invece, ad esempio, alle famiglie delle vittime di Rigopiano è stato riconosciuto rapidamente e senza problemi. Non sono bastati battaglie, appelli e nemmeno lo sciopero della fame di un padre che ha perso il figlio ad Amatrice: veniva rassicurato, invitato a interrompere la protesta e poi, alla fine, tutto è rimasto fermo”.




