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La parola chiave è insieme, Rainaldi a Grandangolo sul futuro delle imprese aquilane

Ospite dell’ultima puntata di Grandangolo, il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Ezio Rainaldi

Un bilancio sul sistema produttivo provinciale. Nell’ultima puntata di Grandangolo, il direttore David Filieri intervista il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Ezio Rainaldi

Ripercorre il suo lungo percorso nell’associazione, Ezio Rainaldi, oggi presidente di Confindustria L’Aquila ; “un ambiente che ti fa crescere, ti mette a confronto con realtà diverse”, ricordando gli esordi nei Giovani Imprenditori.

Oggi Confindustria L’Aquila riunisce circa duecento imprese, attive in settori differenti: industria, servizi, logistica, turismo e comparti tecnologici, tra cui chimica, meccatronica e farmaceutico. Rainaldi ha evidenziato la presenza nel territorio di grandi realtà come Leonardo e di una rete ampia di piccole e medie imprese che rappresentano la struttura portante dell’economia locale.

“La parola chiave è insieme. Senza un lavoro comune è difficile affrontare le sfide che abbiamo davanti”, ha detto il presidente, sottolineando la necessità di rafforzare la collaborazione tra imprese, istituzioni e sistema formativo.

Ampio spazio è stato dedicato anche al contesto economico regionale. Secondo Rainaldi, le opportunità non mancano, ma permangono ostacoli legati alla lentezza dei processi decisionali e alla capacità del sistema di rinnovarsi in relazione ai cambiamenti globali. Tra i temi ritenuti decisivi ci sono l’intelligenza artificiale, la transizione digitale, la sostenibilità e la trasformazione dei modelli formativi, ambiti che richiedono, ha sottolineato, interventi rapidi e una strategia condivisa. Un altro punto critico riguarda la difficoltà delle aree interne nel trattenere giovani qualificati, con il rischio di un progressivo indebolimento delle risorse umane disponibili per il sistema produttivo.

L’imprenditore ha richiamato infine la necessità di superare personalismi e logiche di appartenenza, promuovendo una cultura della scelta basata sui meriti e sulle competenze. Solo in questo modo, ha affermato, sarà possibile costruire un percorso di sviluppo in cui imprese, istituzioni e comunità territoriale possano operare nella stessa direzione.

L’intervista si è chiusa con un riferimento alla celebrazione degli 80 anni di Confindustria , evento che ha punto alla valorizzazione del legame tra industria, cultura e identità del territorio.

Secondo Rainaldi, il futuro passa proprio da questa capacità di mettere in rete competenze e visioni, in un contesto in cui i confini tra sviluppo produttivo, innovazione e patrimonio culturale si fanno sempre più interdipendenti.