Quando fare l’albero di Natale, l’eterno dubbio delle feste
Tra chi accende le lucine già a settembre e chi rispetta la tradizione, il momento ideale per addobbare l’albero di Natale resta un piccolo grande enigma.
C’è chi ad agosto è già lì che osserva il soggiorno chiedendosi dove piazzare l’albero di Natale e chi invece, con calma zen, tira fuori le decorazioni solo quando la nonna abruzzese sentenzia: “È l’8 dicembre, muovetevi!”. Nel mezzo, un’umanità intera che si divide tra “Natale tutto l’anno” e “per favore, almeno aspettate che finisca Halloween”.
C’è da dire che gli addobbi per l’albero di Natale sono in mostra nei negozi e nelle catene da fine settembre, gli addobbi nei centri commerciali sono giòà stati allestiti dai primi di novembre, scatenando una piccola mania collettiva tra le lucine che spuntano tra le prime sciarpe e accanto alle creme solari in saldo e quell’inconfondibile atmosfera natalizia che ormai è capace di intrufolarsi anche tra le foglie ingiallite. Inoltre Instagram, TikTok e Pinterest sono pieni di ispirazioni natalizie già a metà ottobre. Le famiglie vedono contenuti natalizi ovunque e sentono il “via libera” a decorare prima del solito. Il Natale anticipato sta diventando una vera tendenza. Per alcuni questa “magia anticipata” è un potente amplificatore di felicità: il Natale, si sa, porta buonumore. Per altri, invece, vedere palline scintillanti già a metà ottobre è quasi motivo di ansia. E allora, a questo punto, è legittimo chiedersi: qual è davvero il momento giusto per addobbare l’albero?
Secondo molti, il giorno canonico per fare l’albero di Natale sarebbe l’8 dicembre, data legata all’Immacolata Concezione. Ma non tutti la pensano così: il dottor Martin Johnes, autore di “Christmas And The British: A Modern History”, suggerisce una data che farebbe rabbrividire gli appassionati del Natale anticipato. Per lui l’albero andrebbe fatto il 22 o 23 dicembre, se non addirittura direttamente la vigilia. Il motivo? La scaramanzia: nella tradizione vittoriana portava sfortuna allestire tutto troppo presto; anche tenere le decorazioni oltre l’Epifania non portava nulla di buono.
Se ormai ci sembra normale vedere luci e ghirlande già a metà autunno, la colpa – o il merito, dipende dai punti di vista – è del marketing. Nel XX secolo il settore vendite ha scoperto che il Natale vende, e vende bene. E così oggi si comincia già da ottobre a pubblicizzare decorazioni, palline, festoni e un’intera gamma di prodotti a tema, tutti pensati per ricordarci che “non è mai troppo presto per essere natalizi”, indossare un maglione con le renne e mettere “All I Want for Christmas”, a tutto volume.

A questo si aggiunge un’altra novità del Natale moderno: gli abeti scandinavi. Queste varietà, importate in grandi quantità, hanno la straordinaria capacità di non perdere gli aghi anche se tenute in casa per settimane. Un dettaglio non da poco per chi ama gli alberi veri. ma vuole goderseli a lungo senza trasformare il salotto in un tappeto di aghi. In ogni caso, la a regola non scritta è una sola: si addobba l’albero quando rende felici farlo.
In Abruzzo, menzione speciale per gli addobbi, la merita Roseto, piccolo paese del Teramano, famoso per le sue belle spiagge da Bandiera Blu, molto frequentate anche dagli aquilani lungo il periodo estivo, da qualche anno è alla ribalta mondiale per un incantevole gioco di luci che impreziosisce la casa di una famiglia a cui il Natale piace davvero un bel po’. È la Casa Illuminata della famiglia D’Eugenio che, con le sue 135 mila luci e installazioni artistiche è diventata una vera e propria attrazione “virale”.








