Remo Brindisi, l’Abruzzo nella memoria e nell’arte
Il legame tra Remo Brindisi e L’Aquila è profondo, stratificato e tutt’altro che marginale. In banca d’Italia, una piccola esposizione
Le opere di Remo Brindisi, esposte nella sede della Banca d’Italia a L’Aquila, suggellano il forte legame dell’artista con L’Aquila
Il legame tra Remo Brindisi e L’Aquila è profondo, stratificato e tutt’altro che marginale. L’artista, nato a Roma ma legato all’Abruzzo da radici familiari, ispirazioni e collaborazioni, mantiene con il capoluogo un rapporto fatto di tradizione, identità e memoria collettiva.
Il territorio ricorre nella sua produzione come luogo dell’anima: un riferimento costante alla maternità arcaica, alla vita pastorale, alla lentezza e alla spiritualità della montagna. Molte sue opere raccontano scene di pastorizia, bivacchi in quota, figure femminili e momenti sospesi della vita appenninica, rivelando una poetica profondamente radicata nella cultura rurale della regione.
Le opere, oggi esposte alla Banca d’Italia, provengono dal fondo di dotazione del Museo Nazionale d’Abruzzo. Alcune furono donate direttamente dall’artista negli anni Settanta e rappresentano un percorso significativo attraverso le diverse fasi della sua pittura. La selezione offre un excursus che va dalle prime sperimentazioni del ciclo delle Venezie alle maternità pastorali, fino ai lavori più intensi e impegnati degli anni Sessanta, segnati da una forte attenzione civile e sociale.






