Luca Fattore, arte di pace contro la violenza sulle donne
Da Ripa di Fagnano Alto a Copenaghen, l’arte di Luca Fattore contro la violenza di genere.
L’arte di Luca Fattore contro la violenza di genere. Opera donata nell’ambito dell’iniziativa “Se… non solo il 25 novembre” : “Non è un’opera di conflitto, è un’opera di pace”.
Arte e prevenzione si incontrano nella prima panchina del progetto “Prenditi il tuo tempo” che unisce sensibilizzazione e creatività per accendere i riflettori sul tema della violenza sulle donne. Fortemente voluta dalla componente Corecom Roberta Galeotti, già direttrice del Capoluogo d’Abruzzo, la panchina artistica è stata realizzata nell’ambito dell’iniziativa del Consiglio regionale d’Abruzzo e Corecom con un’opera donata da Luca Fattore, disegnatore e animatore originario di Ripa di Fagnano Alto, oggi attivo a livello internazionale con base a Copenaghen. “Sono stato felice quando Roberta Galeotti mi ha proposto di partecipare all’iniziativa”, racconta Fattore. Le sue radici abruzzesi, confida, sono “sempre una fonte di ispirazione”. L’opera donata per il progetto non è un grido di rabbia, ma un gesto di speranza: “Non è un’opera di conflitto, è un’opera di pace”. A omaggiare l’artista è stato il vicesindaco di Fagnano Alto, Alessandro Rosa, che ha voluto consegnargli un riconoscimento “per aver portato il nome di Fagnano nel mondo grazie al suo talento e alla sua professionalità”.
Il progetto “Prenditi il tuo tempo” è curato da Adriano Giovannini.
Un viaggio partito da un piccolo borgo abruzzese.
Classe ’72, Fattore scopre il disegno a 13 anni, tra le vie e il silenzio di Ripa di Fagnano Alto . Da lì inizia un percorso che lo porterà lontano: prima a Urbino, poi per cinque anni a Londra, fino alla chiamata di uno studio a Copenaghen. Da allora, la sua matita ha animato personaggi per alcuni tra i più grandi studios internazionali: Warner Bros Animation, MGM Studios, Nice Ninja, Nickelodeon. Un talento cresciuto con curiosità e dedizione, lungo un itinerario di formazione continua: “L’interesse è diventato passione quasi da subito. Ricordo il primo episodio di Goldrake: coincideva con il mio primo giorno di scuola”, racconta al Capoluogo. “Alle elementari copiavo disegni dalle riviste National Geographic. Il film che mi fece capire che volevo fare questo lavoro fu Red & Toby della Disney”.
Per Fattore la crescita artistica è fatta di scelte, cambi di rotta e adattamento: “Ogni produzione ha uno stile diverso. Devi reinventarti, cambiare squadra, ricominciare. È diventato più semplice con la digitalizzazione, ma metà del lavoro oggi è imparare nuovi programmi”.
Nonostante le difficoltà, il suo percorso dimostra che anche da un piccolo borgo delle aree interne si può arrivare ovunque, se si segue la propria vocazione: “Non puntate a essere ‘i più bravi’: create per raccontare qualcosa, per insegnare, per lasciare un messaggio. L’entusiasmo cresce grazie ai complimenti delle persone intorno, alle prime conferme. Io sapevo cosa volevo fare, convincere i miei genitori che potesse diventare un lavoro vero, quello è stato difficile”.









