Trauma maggiore e maxi emergenze, esperti a confronto all’Aquila
Emergenze sanitarie e catastrofi, all’Aquila si prepara il sistema dei soccorsi. Il prossimo 19 novembre il convegno tra esperti
Emergenze e maxiemergenza sanitaria, un convegno dedicato al trauma all’Aquila. Obiettivo una grande esercitazione congiunta.
L’AQUILA – Si terrà il 19 novembre, nella Sala Ipogea del Consiglio regionale d’Abruzzo, il convegno “Trauma maggiore e maxi emergenze”, promosso dall’ASL1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila con il supporto del Dipartimento di Emergenza-Accettazione (DEA) della ASL, del Consiglio regionale d’Abruzzo, del 9° Reggimento Alpini e del network Maxi Emergenze Abruzzo 118 (NOES – Nucleo Organizzativo per le Emergenze Sanitarie).
Responsabile scientifico dell’evento è il dottor Emilio Tonelli, operativo all’interno del Pronto Soccorso dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. L’incontro, articolato in due sessioni, sarà un momento di confronto tra professionisti della sanità, operatori dell’emergenza e rappresentanti delle istituzioni, con l’obiettivo di approfondire i protocolli di gestione del trauma maggiore e delle emergenze di massa.
Dalla diagnosi al territorio: focus sui traumi maggiori
«La sessione mattutina rappresenta la continuità del percorso avviato lo scorso anno – spiega Tonelli – e approfondirà i temi che allora non era stato possibile trattare, concentrandosi sulla diagnostica e sulla traumatologia addominale».
A intervenire saranno chirurghi ospedalieri e universitari che affronteranno i diversi aspetti del trauma, dall’ambito urologico e maxillo-facciale fino alle criticità che si incontrano nella gestione dei pazienti sul territorio.
Nel corso della mattinata verranno inoltre presentati i dati sui traumi maggiori registrati dalla ASL1, con un’analisi sulle modalità di intervento e sulle principali difficoltà operative.
Maxi emergenze e medicina delle catastrofi
Il pomeriggio sarà dedicato al tema delle maxi emergenze, ovvero alla medicina delle catastrofi. «Si parla di medicina delle catastrofi da oltre vent’anni – osserva Tonelli – si tratta di una disciplina che mira, attraverso ricerca e formazione, a individuare soluzioni efficaci quando un ospedale si trova a gestire un afflusso eccezionale di feriti o di pazienti».
L’ospedale dell’Aquila ha vissuto esperienze dirette in questo ambito, prima con il terremoto del 2009, quando la struttura stessa era stata danneggiata, poi con il sisma di Amatrice, quando invece ha potuto operare in condizioni logistiche più favorevoli. «Accanto ai disastri naturali – aggiunge Tonelli – bisogna saper affrontare anche emergenze di tipo antropico, legate alla tecnologia o a possibili esposizioni a sostanze tossiche».
A tal proposito sarà approfondito il tema dei Nuclei NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico), quindi dei protocolli di intervento in caso di incidenti con fuoriuscita di sostanze pericolose e del PEIMAF, il Piano di Emergenza Interno per il Massiccio Afflusso di Feriti, recentemente adottato anche dall’ospedale dell’Aquila.
Saranno inoltre trattati i criteri di triage nelle situazioni di afflusso massivo e le modalità organizzative del Pronto Soccorso durante una maxi emergenza.
Verso un’esercitazione congiunta
Guardando al futuro, Tonelli anticipa un obiettivo concreto: «Vorremmo organizzare già dal prossimo anno una grande esercitazione di maxi emergenza, coinvolgendo Protezione civile, Vigili del Fuoco, Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e cittadini. La preparazione teorica è importante – sottolinea – ma serve anche mettere alla prova il sistema sul campo, perché ognuno sappia cosa fare quando l’emergenza è reale».
In foto i pazienti da Amatrice al San Salvatore, subito dopo il sisma








