Sciopero degli studenti all’Aquila, in piazza per rivendicare il diritto al futuro
Lo sciopero degli studenti all’Aquila: “Diritto allo studio e ambienti meno repressivi”.
L’AQUILA – Studenti in piazza per lo sciopero nazionale: “Rivendichiamo il diritto allo studio e ad avere un futuro.
È partito dalla Fontana Luminosa, attraversando il corso, per poi giungere alla Villa Comunale il corteo degli studenti nell’ambito dello sciopero nazionale. L’iniziativa è stata organizzata dall’Unione degli Studenti, Link Coordinamento Universitario e Rete della Conoscenza.
“Siamo qui – hanno spiegato al microfono del Capoluogo d’Abruzzo – come studenti per rivendicare il fatto che questo sistema non è con noi, ma contro di noi; non ci sono investimenti significativi per il futuro degli studenti, anzi ci sono solo tagli e un ambiente che reprime ogni forma di obiezione. Siamo qui per per rivendicare il diritto allo studio, il diritto ad avere un futuro“.
Nel corteo anche rappresentanti del mondo universitario: “L’università rimane una delle istituzioni più penalizzate, infatti i fondi di finanziamento di quest’anno sono molto bassi e le nostre università stanno arrancando nei bilanci e se continuerà così saranno costrette a tagliare i servizi. Siamo qui anche per protestare contro la continua repressione negli spazi scolastici e universitari, come con la riforma dell’Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), che mette più poteri nelle mani del Ministro rispetto a una valutazione indipendente”.
La diretta del Capoluogo d’Abruzzo: https://www.facebook.com/reel/1364193422029697
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La mobilitazione proseguirà nel pomeriggio, dalle 13 alle 19, al Parco del Castello, con interventi, banchetti informativi, performance musicali e artistiche e diverse attività aperte a tutti.
Le ragioni della mobilitazione a L’Aquila.
“Sotto lo slogan Studentɜ e giovani contro tagli e repressione, – spigano gli studenti – vogliamo un futuro le studentesse e gli studenti di L’Aquila hanno sottolineato come la scuola e l’università non possano essere strumenti di selezione o competizione, ma luoghi di emancipazione, consapevolezza e solidarietà. Oggi siamo in piazza a L’Aquila perché non accettiamo che la scuola ci prepari solo a precarietà e obbedienza. Vogliamo un’istruzione pubblica, libera, finanziata, che ci dia strumenti per immaginare e costruire un futuro diverso, e non un presente fatto di tagli e ingiustizie.”
L’università e la conoscenza sotto attacco: “L’università a L’Aquila, e ovunque, non può essere piegata al potere o al profitto. Oggi rivendichiamo un ateneo al servizio degli studenti e della collettività, dove ricerca e formazione non siano subordinati agli interessi privati o alla politica di governo.”
Contro la guerra, contro la repressione e i tagli all’istruzione: “Ogni euro speso per la guerra invece che per l’istruzione è un pezzo di futuro che ci viene tolto. A L’Aquila siamo stati in piazza per difendere il nostro diritto a immaginare un mondo libero da sfruttamento, disuguaglianza e violenza”.
“La piazza di oggi non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di una mobilitazione che vuole rompere la logica della rassegnazione e costruire un’istruzione e un futuro che siano di tutte e tutti, senza lasciare nessuno indietro”.

Le altre manifestazioni in Abruzzo sono previste a Pescara, Nereto, Teramo e Lanciano. “Le voci degli studenti e dei giovani sono sempre meno ascoltate in Italia. – dichiara Kia Contini, membro dell’esecutivo regionale di Unione degli Studenti Abruzzo – In Abruzzo la situazione non è da meno. La nostra legge regionale sul diritto allo studio è ferma al 1975, risultando ormai obsoleta rispetto i progressi avanzati negli anni, non garantendo una scuola adatta alle esigenze giovanili. Anche nelle nostre scuole riscontriamo enormi problemi strutturali, non facendoci sentire al sicuro in uno spazio in cui dovremmo esserlo. Ciò considerando che, secondo gli ultimi dati, in una regione ad alto rischio sismico come la nostra, il 32,4% delle scuole presenti sono prive di qualsiasi certificazione. Per questo, oggi scendiamo in piazza pretendendo: un’edilizia scolastica migliore, dei trasporti pubblici capillari e gratuiti, per una rappresentanza studentesca che dia veramente la possibilità di dare voce alle istanze degli studenti” Gli studenti concludono: “Dopo questa data, noi continueremo a far sentire la nostra voce e a pretendere un serio cambiamento, proprio perché crediamo che, anche in Abruzzo, un’altra scuola sia possibile.”





