Logo
Non solo il 25 novembre, le armi per annientare la violenza di genere

A Palazzo dell’Emiciclo, “Se… non solo il 25 novembre”, per parlare sempre della violenza contro le donne.

“Se… non solo il 25 novembre”, all’Emiciclo una giornata per parlare di violenza di genere con studenti e istituzioni. L’iniziativa promossa dal Consiglio regionale dell’Abruzzo e dal Corecom Abruzzo.

Parlare di violenza sulle donne sempre, e non soltanto nella ricorrenza del 25 novembre. È questo il senso dell’iniziativa “Se… non solo il 25 novembre”, promossa dal Consiglio regionale dell’Abruzzo e dal Corecom Abruzzo e svoltasi il 14 novembre nella sala Ipogea di Palazzo dell’Emiciclo. Una mattinata dedicata agli studenti degli istituti superiori dell’Aquila per affrontare, con il supporto di esperti, le molteplici forme di violenza nel mondo reale e digitale. A dialogare con i ragazzi e le ragazze dell’Amedeo d’Aosta, del liceo artistico Fulvio Muzi e del Da Vinci–Colecchi sono stati professionisti della comunicazione, della psicologia e del diritto, moderati dalla giornalista e componente Corecom Roberta Galeotti, già direttrice del Capoluogo d’Abruzzo, che ha spiegato: “Esistono tanti tipi di violenza. Vogliamo dare ai ragazzi gli strumenti per riconoscerla e combatterla. Sono temi che vanno affrontati tutti i giorni, e soprattutto direttamente con le nuove generazioni”, sottolineando la scelta di coinvolgere in particolare le classi terze e quarte: “Esistono tanti tipi di violenza… dobbiamo far capire quali possono essere le armi per annientare sia la violenza verbale sia quella fisica, ma anche le violenze digitali che ormai fanno parte integrante della vita di questi ragazzi”. Molte le insidie che si nascondono “dietro i loro telefonini e computer”, per questo il Corecom ha portato professionisti capaci di “far capire loro che non sono soli, che c’è tutto un mondo di competenze a loro disposizione”. Quello dell’Aquila è il primo di una serie di incontri nelle scuole abruzzesi.

Arte e prevenzione: la prima panchina del progetto “Prenditi il tuo tempo”.

L’iniziativa ha visto anche la presentazione della prima panchina artistica del progetto “Prenditi il tuo tempo” a cura di Adriano Giovannini, realizzata con un’opera donata dall’artista e disegnatore originario di Fagnano Alto, Luca Fattore, oggi attivo in tutto il mondo, nello specifico a Copenaghen, sua attuale collocazione lavorativa. “Quando sono stato contattato da Roberta Galeotti per far parte dell’iniziativa sono stato molto felice”, ha raccontato Fattore. Origini a Fagnano Alto, Fattore ha sottolineato come la sua terra sia “sempre una fonte di ispirazione”. La sua, ha aggiunto, “non è un’opera di conflitto, è un’opera di pace”.
A consegnargli un riconoscimento è stato il vicesindaco di Fagnano, Alto Alessandro Rosa, che ha evidenziato la volontà di omaggiare l’artista “per aver portato il nome di Fagnano a livello internazionale con il suo talento e la sua professionalità”.

Non solo il 25 novembre

Se… non solo il 25 novembre, gli interventi.

“Ripartiamo dalle parole. Anche il linguaggio può essere una forma di violenza”. Tra gli interventi, quello della direttrice di Microfinanza Emma Evangelista, che ha ricordato quanto sia importante il ruolo dell’informazione: «Bisogna parlare delle parole della violenza», ha detto, sottolineando come questa possa manifestarsi «da quella psicologica a quella economica”. Evangelista ha richiamato l’attenzione sulla responsabilità del linguaggio giornalistico: “Le parole che noi giornalisti utilizziamo ogni giorno sono anch’esse una violenza nei confronti di chi ha già subito violenza… Prima di tutto dovremmo pensare a come scriviamo. Ripartiamo dalle parole”.

Il presidente del Corecom Abruzzo Giuseppe La Rana ha ribadito l’importanza del corretto approccio comunicativo: “Comunicare correttamente è uno dei nostri obiettivi”. Il Corecom affronta il tema partendo da tre concetti fondamentali: “Libertà, coraggio e dignità”, ha detto. “Incontri come questo servono per far sì che la coscienza collettiva attorno a questi valori sia sempre vigile e protetta”. La Rana ha poi ricordato le funzioni del comitato: dalla lotta al bullismo e cyberbullismo alla media education, dal monitoraggio delle emittenti locali alle attività consultive per la Regione.
Dal canto proprio, la dirigente Corecom, Tiziana Grassi, ha rimarcato la necessità di iniziative mirate agli studenti: “Abbiamo cercato di tradurre l’indirizzo del Corecom realizzando un’iniziativa destinata ai ragazzi per far acquisire conoscenze e consapevolezze in ambito digitale, dove è facile incorrere in rischi e pericoli anche penali”.

La psicologa e psicoterapeuta Chiara Gioia ha approfondito gli aspetti psicologici: “La violenza nasce in primis dalla mente dell’individuo!, ha spiegato, richiamando esempi come cyberbullismo e revenge porn, forme subdole ma capaci di lasciare “gravi segni alle vittime”. La dottoressa Gioia ha ribadito la necessità della prevenzione: “La scuola è la prima agenzia educativa, dobbiamo educare i giovani a utilizzare il digitale in modo diverso e lavorare sull’educazione all’affettività e all’empatia”.
L’avvocata Danila Solinas ha quindi illustrato le recenti novità legislative: “Il corpus normativo nazionale si è adeguato alle direttive internazionali”, ha detto, definendo “necessari” gli interventi del legislatore. Ma il punto chiave resta la prevenzione: “Eventi come questo, rivolti alle scuole, sono fondamentali… Credo sia importante puntare sulla prevenzione piuttosto che solo sull’aspetto sanzionatorio”.

Non solo il 25 novembre