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Special Olympics, in Abruzzo lo sport che unisce: Disabile a chi? #nonsolocalcio

Dal 2 al 6 marzo a Ovindoli i giochi nazionali invernali Special Olympics: “Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze”. Le interviste nella nuova puntata di #nonsolocalcio

Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze.

È il giuramento dell’atleta Special Olympics, sarà il filo conduttore dei XXXVII Giochi Nazionali Invernali che si terranno in Abruzzo, a Ovindoli, dal 2 al 6 marzo 2026. Ed è anche il tema della nuova puntata di #nonsolocalcio. 
Cinquecento atleti, con e senza disabilità intellettive, gareggeranno nelle discipline dello sci alpino, sci nordico, corsa con le racchette da neve e snowboard, accompagnati da tecnici, volontari e famiglie.
Un evento che per la prima volta scende nel Centro-Sud Italia e che punta a essere non solo una manifestazione sportiva, ma un’esperienza di crescita collettiva, di consapevolezza e di comunità.

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Ad aprire lo sguardo sul significato più profondo di questa sfida è Demetra Emanuele, atleta e autrice del libro “Disabile a chi?”: Lo sport non è solo sport, ma un’opportunità per imparare, stringere nuove amicizie e sentirsi parte di qualcosa. Questi Giochi sono una grande occasione per essere visti, ammirati, riconosciuti come persone e come atleti. Ecco perché dico: disabile a chi?”.
La sua voce si intreccia a quella di chi, come Paride Vitale, neo presidente di Special Olympics Team Abruzzo, ha scelto di mettersi in gioco in prima persona: “Attraverso lo sport si scopre il talento che spesso non viene nemmeno cercato. A tanti ragazzi con disabilità intellettive capita di essere emarginati, o di fare sport da soli. Invece qui si sta insieme, con e senza disabilità, e si gareggia sapendo che alla fine vincono tutti. L’Abruzzo si sta preparando al meglio per questa grande sfida: dal 2 al 6 marzo saremo pronti ad accogliere tutti a Ovindoli, e il 3 marzo all’Aquila vivremo una cerimonia di apertura che vogliamo rendere indimenticabile”.

Sulla stessa linea Guido Grecchi, direttore di Special Olympics Team Abruzzo, che guarda all’appuntamento come a un punto di svolta: “Siamo riusciti a portare forse uno dei più grandi eventi italiani su sport e disabilità. Ma non vogliamo parlare solo di atleti con disabilità: sarà un evento anche per le persone senza disabilità, per le comunità locali, per le nuove generazioni. Ci saranno percorsi salute, screening gratuiti, e il summit dei giovani leader, un convegno che mostrerà un modo diverso di fare sport e di raccontarlo. Saranno proprio i nostri atleti i protagonisti, come relatori e presentatori, perché la disabilità si conosce davvero solo quando la si incontra”.
E proprio dall’incontro nasce il cambiamento, come racconta Marco Parisse, atleta Special Olympics da poco trasferitosi all’Aquila: “Lo sport mi fa sentire felice e mi aiuta a non pensare alle difficoltà. La mia disabilità non è un limite. Posso avere qualche difficoltà, ma questo non significa che non possa provarci comunque, senza paura, per migliorare ogni giorno”.

Il percorso verso i Giochi si accenderà a fine febbraio con la torcia che attraverserà le principali città abruzzesi, per arrivare all’Aquila il 3 marzo, dove si terrà la cerimonia di apertura.
Un cammino che parla di inclusione e partecipazione, ma anche di speranza e determinazione.

Settima puntata di #nonsolocalcio, XXVII Giochi Nazionali Invernali Special Olympics