Superbonus e ricostruzione, ultima chiamata in Commissione Bilancio del Senato
Superbonus e ricostruzione, venerdì prossimo il termine per presentare gli emendamenti al Bilancio.
Emendamento per proroga Superbonus al cratere 2009 con il ritorno dello sconto in fattura all’esame della Commissione Bilancio del Senato. Il senatore Liris relatore, entro venerdì 14 la presentazione degli emendamenti.
È arrivata “l’ora della verità” per l’emendamento con la proroga del Superbonus, un ulteriore passaggio dopo la “proroga beffa” che non prevedeva più lo sconto in fattura rendendo di fatto inapplicabile il combinato per la ricostruzione. Senza contare che quei condomini o singoli proprietari che hanno deliberato di accedere al Superbonus dopo il 29 marzo 2024, vengono penalizzati rispetto a chi ha deliberato alla stessa data, ma presentato successivamente la domanda di contributo o la pratica edilizia e quindi possono beneficiare della proroga. Una “offesa all’intelligenza”, com’è stata già ribattezzata da diversi amministratori di condominio, per una proroga solo nominale, senza possibilità attuative, considerato che sarebbe impensabile operare con detrazioni a carico dei condomini, da monetizzare con mutui a carico degli stessi condomini che dovrebbero deliberare in tal senso. Facile immaginare, quindi, cosa diventerebbero le già complesse riunioni di condominio se “sul tavolo” arrivasse un problema del genere.
Per correggere la stortura, la questione torna in discussione in Commissione Bilancio del Senato, relatore il senatore aquilano Guido Quintino Liris che – in quanto tale – non può firmare direttamente gli emendamenti, ma farà da trait d’union tra il Governo e le istanze che arriveranno dalla politica, istituzioni e associazioni di categoria dei territori.
“Per quanto riguarda il Cratere 2016 – spiega al Capoluogo d’Abruzzo il senatore Liris – sono costantemente in contatto con il commissario Guido Castelli, gli amministratori e le associazioni di tecnici e di categoria, così come per il Cratere 2009 il confronto è con il coordinatore della Struttura di Missione, Mario Fiorentino, i titolari di USRA e USRC, Salvo Provenzano e Raffaello Fico, i sindaci del cratere, ANCE e ordini professionali, provinciali, regionali e nazionali per portare una o più proposte condivise, sia dalla politica che dai rappresentanti tecnici e istituzionali, al Ministero per la Protezione Civile, al MEF e alla Ragioneria di Stato”. Proposte che dovranno arrivare entro il limite temporale di venerdì prossimo, dopo di che inizierà il confronto.
“Stiamo lavorando tutti – spiega al Capoluogo d’Abruzzo Giovannino Anastasio, sindaco di Pizzoli e coordinatore dei sindaci del cratere 2009 – in maniera trasversale, in modo che l’azione sinergica di tutte le forze politiche che rappresentano il territorio sia più incisiva”.
L’obiettivo da raggiungere, infatti, è importante quanto complesso: garantire ai territori dei due crateri non solo la proroga al 31 dicembre 2026, già acquisita anche se di fatto inutilizzabile, ma anche il ritorno dello sconto in fattura. Solo così la proroga non sarà solo “nominale”, ma effettiva per le tante pratiche della ricostruzione avviate in combinato con il Superbonus.
Quale sarà la sorte dell’emendamento si saprà quindi a breve: la Commissione Bilancio del Senato si riunirà l’11, il 12 e 13 novembre per l’esame del ddl (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028). Venerdì 14, invece, il termine per la presentazione degli emendamenti. Dopo di che la Commissione dovrà dare il parere sull’emendamento per il Superbonus che uscirà dal confronto e in quella sede si potrà capire che margini ci sono per concretizzare l’importante passaggio. “L’auspicio – conclude il sindaco Anastasio – è che l’iter vada a buon fine. Tutto quello che c’era da fare l’abbiamo fatto, fornendo tutta la documentazione necessaria. Ora speriamo che tutto si concluda nel migliore dei modi”.
Come già anticipato in precedenti articoli, i problemi della mancata approvazione del provvedimento sarebbero gravi per cittadini e imprese. Basti pensare ai progetti da rimodulare per l’ennesima volta ed evidentemente al ribasso. Chi paga le nuove progettazioni? Ma non solo. Come spiega Danilo Taddei, presidente di Casartigiani L’Aquila, “nei piccoli centri esistono situazioni complesse sedimentate nel tempo, con edifici storici anche importanti che però non risultano come abitazioni principali e che quindi hanno ricevuto fondi per la ricostruzione del tutto insufficienti e non attrattivi per le imprese. Lo stesso vale per gli edifici classificati come ruderi o addirittura ‘pagliai’ nei vecchi catasti, destinati a ricevere contributi irrisori. Il combinato con il Superbonus stava permettendo la rinascita anche di questi luoghi, altrimenti destinati all’abbandono“. Abbandono a cui evidentemente torneranno irrimediabilmente se il Superbonus non verrà prorogato “davvero”, con tutti i correttivi necessari a rendere utilizzabile l’incentivo, visto che i soli fondi della ricostruzione evidentemente non bastano.
E tutto per una “guerra al Superbonus” iniziata per qualche “furbetto” che ci ha speculato sopra, ma che colpisce soprattutto le pratiche corrette, quelle che attraverso gli Uffici speciali per la ricostruzione sono dotate di procedure standardizzate che impediscono le distorsioni che hanno contribuito a demonizzare il Superbonus. “Gli errori commessi – conclude Taddei – non possono ricadere sugli unici che non li hanno compiuti: quei territori ricchi di storia e cultura millenaria che attendono da troppo tempo di tornare a vivere”.







