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Nuovo atto vandalico contro la targa ricordo di Sergio Ramelli

Vandalizzata ancora una volta la targa in memoria di Sergio Ramelli. “Questi gesti sono un’offesa alla memoria e al rispetto”

Nuovo atto vandalico contro la targa dedicata a Sergio Ramelli.

“Per la terza volta in meno di un anno ci troviamo di fronte a un gesto vile e inaccettabile”, dichiarano Stefano Cappetti, coordinatore comunale di Forza Italia, e Roberto Santangelo, presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, condannando con fermezza l’ennesimo atto vandalico ai danni della targa commemorativa dedicata a Sergio Ramelli.
“Non si tratta solo di un atto di inciviltà — proseguono Cappetti e Santangelo — ma di un’offesa alla memoria, al rispetto e alla libertà di pensiero. La Città dell’Aquila ha scelto consapevolmente di ricordare il martirio di un giovane che ha pagato con la vita il proprio anticonformismo, in un’epoca in cui l’antifascismo militante impediva la libera espressione delle idee”. 

“I valori del dialogo, della libertà e del confronto democratico devono essere difesi ogni giorno — aggiungono — e non possono essere messi in discussione da chi sceglie la via della violenza e dell’intolleranza.”
Forza Italia ribadisce la propria condanna di ogni gesto d’odio e riafferma il dovere di custodire la memoria di Sergio Ramelli come monito e testimonianza di quanto la sopraffazione ideologica possa distruggere vite e libertà. La verità non si cancella: si difende, con civiltà e coraggio.”

“Ancora una volta – aggiunge in una nota Massimo Verrecchia, capogruppo di fratelli d’Italia in consiglio regionale – la lapide dedicata a Sergio Ramelli, a L’Aquila, è stata oggetto di vandalismo. Si tratta del terzo episodio in cui un simbolo di memoria e di rispetto viene imbrattato, offendendo non solo la figura del giovane Ramelli, barbaramente ucciso per le sue idee, ma anche l’intera comunità cittadina e i principi di convivenza democratica. Tali gesti rappresentano un attacco alla memoria, al rispetto reciproco e alla libertà di pensiero, valori fondanti della nostra società. È inaccettabile che, a decenni di distanza da quegli anni di odio politico, ci siano ancora persone che non tollerano il semplice ricordo di chi è stato vittima della violenza ideologica”.
“Ricordare Sergio Ramelli non significa dividere, ma riaffermare il rifiuto di ogni forma di odio e violenza politica, da qualunque parte provenga. Auspichiamo che le autorità competenti individuino al più presto i responsabili di questo ulteriore atto di inciviltà e che tutta la cittadinanza reagisca con ferma condanna e rinnovato impegno per la memoria e il rispetto”, conclude Verrecchia.