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Migranti all’Aquila, il video TikTok che invita i giovani pakistani

Migranti all’Aquila. Vi mostriamo il video, in lingua pashtu, che racconta L’Aquila come città dove “si trova lavoro e si vive bene”.

L’Aquila suggerita ai giovani pakistani come meta ideale per prendere la patente e per lavorare ‘in regola’: il video TikTok.

Come prendere la patente in Italia, in particolare all’Aquila, e lavorare in regola: sono questi i consigli di un giovane influencer a tutti quei ragazzi arrivati in Italia per lavorare o interessati a farlo. È questo il contenuto di uno dei video che circola fra i ragazzi e che sembra all’origine dell’arrivo all’Aquila di migranti dalla rotta balcanica, come riportato ieri, 7 novembre, dall’Ansa.
Il giovane – come Il Capoluogo vi mostra pubblicando proprio uno dei video oggetto di discussione – invita le persone ad iscriversi al suo canale per capire come poter prendere la patente in Italia, definendo in particolare la città dell’Aquila come un “posto con molti turisti e molto bello”. La traduzione automatica fornita nel video è stata ottenuta mediante l’utilizzo dei programmi di intelligenza artificiale: risulta abbastanza chiaro il senso del discorso del giovane, seppur qualche parola venga tradotta in maniera approssimativa.

Il video è infatti in lingua pashtu e indica L’Aquila come meta ideale in cui vivere. L’influencer parla di una città in cui si è trovato bene e in cui poter trovare occupazione. Nei commenti, molti chiedono ulteriori dettagli su come raggiungere L’Aquila o trovare lavoro in zona. “Ci vedremo presto”, commenta un utente. “Sono a L’Aquila, sono passati tre anni e non ho ancora ricevuto la chiamata per l’intervista“, scrive un altro, probabilmente riferendosi alla convocazione per la richiesta d’asilo. “Fratello, come sei arrivato in Italia?”, chiede un altro giovane.

Secondo quanto sta emergendo in queste ore, a seguire i suggerimenti diffusi online sarebbero soprattutto migranti provenienti dalla rotta balcanica, molti dei quali hanno raggiunto autonomamente L’Aquila dopo lunghi viaggi in treno o autobus. “Nessuno ci ha portati qui, ci hanno consigliato di venire a L’Aquila”, ha raccontato un giovane afghano all’Ansa, mostrando sul telefono alcuni dei video e delle conversazioni condivise in rete. Il fenomeno sembrerebbe quindi alimentato da un passaparola digitale tra connazionali, più che da canali organizzati.

Per affrontare la situazione, nel pomeriggio di giovedì 6 novembre si è tenuto un vertice in Prefettura, convocato dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, con la partecipazione dei rappresentanti del Comune e delle forze dell’ordine. Presenti anche l’assessore alla Protezione civile e Sicurezza urbana Fabrizio Taranta e l’assessore alla Polizia locale Laura Cucchiarella. Durante l’incontro è stato disposto un rafforzamento dei controlli nei punti sensibili della città, in particolare nelle aree limitrofe al centro e nei pressi della Prefettura, per monitorare gli spostamenti e prevenire eventuali situazioni di disagio o sfruttamento.