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Farmaci oncologici Asl2, Marsilio smentisce carenze ma l’opposizione presenta un esposto

Non si ferma lo scontro politico sulla presunta carenza di farmaci oncologici alla Asl2. Marsilio: “Nessuna interruzione nelle terapie”. L’opposizione: “Disservizi e gestione approssimativa”

Farmaci oncologici, la Regione Abruzzo difende la gestione: il Patto per l’Abruzzo va in Procura.

Farmaci oncologici, nella giornata di ieri, venerdì 7 novembre, la conferenza stampa per affrontare il tema delle presunte interruzioni nelle terapie. Il presidente Marsilio, affiancato tra gli altri dall’assessore alla salute, Nicoletta Verì, e dal Dg della Asl Lanciano Vasto Chieti, Mauro Palmieri, ha fatto il punto sulla vicenda dell’approvvigionamento dei farmaci oncologici alla ASL2 Abruzzo. “Nessuna interruzione nelle terapie oncologiche – ha dichiarato il presidente Marsilio – la continuità nella distribuzione dei farmaci è stata sempre garantita. La ASL di Chieti – ha proseguito – cura direttamente una media di 870 pazienti oncologici al mese, che vengono seguiti con dedizione, sensibilità e grande professionalità dai nostri medici. Da agosto – ha aggiunto – subiamo una campagna infamante e calunniosa che racconta falsità, secondo cui mancherebbero i farmaci oncologici o non verrebbero assicurate le chemioterapie. È una menzogna che abbiamo smontato punto per punto, con documenti e risposte puntuali alle mistificazioni costruite da alcuni esponenti dell’opposizione e rilanciate in trasmissioni televisive a diffusione nazionale.

Per quanto riguarda il caso di Lanciano, Marsilio ha spiegato che “la signora non era stata convocata per ritirare il farmaco il 23 ottobre, ma per la visita medica, propedeutica alla conferma o alla modifica della terapia. Aveva comunque scorte sufficienti fino al martedì successivo. Il farmaco era già disponibile a Chieti ed è arrivato il giorno dopo, come avviene per tutti i farmaci ogni giorno, e non è stata ravvisata la necessità di attivare un corriere per farlo arrivare il giorno stesso perché la paziente era ancora nella disponibilità della fornitura precedente, come risulta dai registri Aifa che monitora tale farmaco, e come confermato dalla stessa paziente, che infatti si è presentata il 28 ottobre per acquisirlo nuovamente. Nonostante ciò, – ha continuato- la vicenda è stata strumentalizzata sui social, ma tutti i farmacisti e gli operatori coinvolti hanno confermato che il rapporto con la paziente è sempre stato sereno e corretto”.

Quanto alla mobilità passiva in oncologia, è fisiologica per le piccole regioni.
“I grandi centri oncologici – ha ricordato Marsilio – si trovano nelle grandi città, e questo non è un limite dell’Abruzzo ma una realtà nazionale. Molti pazienti si rivolgono a strutture di Roma o Milano per trattamenti complessi, ma in Abruzzo non mancano i farmaci né la qualità delle cure”.

La risposta del Patto per l’Abruzzo, che presenta un esposto in Procura

Esposto in procura sulla vicenda dei farmaci mancati ai malati oncologici, l’annuncio è arrivato stamane in una conferenza stampa a cui hanno preso parte i consiglieri regionali del Patto per l’Abruzzo Luciano D’Amico (da remoto), Antonio Di Marco, Silvio Paolucci, Erika Alessandrini, Francesco Taglieri e Alessio Monaco.
“Il Patto per l’Abruzzo intende proseguire l’attività di verifica su quanto accaduto nella Asl di Chieti in più situazioni a noi segnalate – così Luciano D’Amico – . Nessuno di noi ha mai pensato che il Presidente Marsilio, il DG Palmieri o l’assessore Verì abbiano deliberatamente deciso di non fornire i farmaci: è evidente però che ci sono gravi problemi organizzativi che hanno provocato disservizi reali e potenzialmente pericolosi. Ci saremmo aspettati che la maggioranza, di fronte ai casi, scegliesse di collaborare per cercare soluzioni concrete, invece di reagire con toni polemici o trionfalistici. Noi vogliamo risolvere il problema, non alimentare scontri. È tempo di dire chiaramente che la sanità abruzzese ha difficoltà strutturali, tra cui quella dei farmaci oncologici, e non può più essere raccontata come un ‘modello da esportare’. Oggi servono realismo e responsabilità: il finanziamento è ridotto all’osso e gli abruzzesi meritano un servizio sanitario degno e funzionante, non una narrazione consolatoria. Non possiamo accettare che si continui a organizzare feste e celebrazioni mentre i cittadini rischiano di restare senza cure: preferiamo garantire terapie anziché concerti. Siamo pronti a lavorare con chiunque voglia affrontare seriamente i problemi, nell’interesse della comunità e del diritto alla salute di tutti gli abruzzesi”.

“Il presidente Marsilio mi ha definito ‘sciacallo’, ma vista la gravità del problema dei farmaci oncologici, preferirei che mi definisse ‘malato’, perché chi solleva questioni così serie non fa polemica: chiede risposte – così il consigliere Antonio Di Marco -. La verità è che la carenza dei farmaci oncologici nella Asl di Chieti è stata reale, come confermato dallo stesso direttore Palmieri in Commissione l’11 settembre 2025 e già segnalata dall’oncologo aziendale Tinari, che parlava di 17 pazienti rimasti senza trattamento a fine luglio. Ci sono state mancanze per diversi giorni e ciò è inaccettabile. Non vogliamo mistificare nulla, ma capire come aiutare la Asl a rendere le procedure certe e i servizi sicuri, perché parliamo di pazienti che lottano per la vita. I documenti parlano chiaro: a luglio la Commissione tecnica aziendale aveva certificato la necessità di 250.000 euro per garantire la copertura mensile dei farmaci, ma ne sono stati ordinati solo 49.000, la metà di quanto serviva in base al budget.È una questione di programmazione sbagliata, non di imprevisti. Anche la spesa farmaceutica, salita a 7,7 milioni a novembre, rispetto ai 6 milioni dei mesi precedenti, dimostra che la gestione è stata approssimativa e tardiva.

“I disservizi e le difficoltà denunciate da diversi pazienti sono la conseguenza diretta delle scelte del governo regionale – denuncia il consigliere Silvio Paolucci – . Il deficit sanitario oltre a produrre tagli nei bilanci, ha determinato un programma operativo che impone alle Asl un taglio lineare del 2%, comprendendo anche dispositivi medici e farmaci. Quando si approva una delibera che obbliga a ridurre le spese in modo indiscriminato, senza garantire una gestione efficiente di ordini e scorte, il risultato è quello che abbiamo denunciato: carenze di farmaci e servizi essenziali.E poiché il deficit è stato prodotto dall’amministrazione Marsilio, che ha combinato tasse e tagli, oggi ne vediamo gli effetti: casi gravi come quelli segnalati dai malati oncologici, ma che rappresentano solo la punta di un iceberg molto più grande, al punto che l’interessamento della Procura potrebbe anche essere positivo per riallineare una gestione che finora è stata inadeguata”. 

La replica del centrodestra

“La sinistra continua a mistificare la realtà, alimentando una narrazione allarmistica che non trova riscontro nei fatti. Parlano come se decine di pazienti fossero rimasti senza cure, quando invece è stato chiarito — con documenti ufficiali e risposte puntuali — che non c’è mai stata alcuna interruzione delle terapie oncologiche nella Asl di Chieti. Che presentino pure esposti: è un loro diritto, ma non sarà certo un atto formale a cambiare la sostanza. La verità è già stata spiegata e chi ha voluto ascoltare ha capito. I disagi, dove ci sono stati, sono stati gestiti con tempestività e responsabilità, senza mai compromettere la salute dei pazienti”, affermano i capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia(Fratelli d’Italia), Emiliano Di Matteo ( Forza Italia), Vincenzo D’Incecco (Lega), Marianna Scoccia (Noi Moderati), Luciano Marinucci (Marsilio Presidente).

“Quello che stiamo vedendo – continuano – è un copione già noto: si solleva polvere, si cerca lo scandalo, si punta a guadagnare visibilità. Ma la sanità non è un terreno di propaganda. È un ambito delicato, dove si lavora ogni giorno con serietà e dedizione e dove non si può tollerare che si getti discredito su medici e operatori per fini politici. La magistratura farà il suo corso e noi siamo i primi a volerlo. Perché quando la verità è dalla tua parte, non hai nulla da temere. E sarà proprio quella verità — già emersa, già documentata — a smentire chi ha costruito una polemica sul nulla”, conclude la nota congiunta.