A Paganica Massimo Carugno racconta Virgilia D’Andrea, la donna che portò l’Abruzzo nel mondo
La storia di Virgilia D’Andrea conquista Paganica, presentato ieri il libro di Massimo Carugno su una delle voci più forti del primo ‘900
A Paganica la storia di Virgilia D’Andrea: la donna che portò l’Abruzzo nel mondo
PAGANICA – Pubblico attento e partecipe, ieri pomeriggio, al Centro Civico di Paganica per la presentazione del libro “Virgilia”di Massimo Carugno, dedicato alla figura straordinaria di Virgilia D’Andrea, scrittrice, poetessa e militante politica abruzzese che, da Sulmona, seppe imporsi come una delle voci più forti del primo Novecento.
L’incontro, moderato da Goffredo Palmerini, ha offerto l’occasione per ripercorrere la vita di una donna che seppe sfidare le convenzioni del suo tempo, affermandosi come leader del movimento anarchico e protagonista di un intenso percorso umano e politico, tra l’Abruzzo, l’Europa e gli Stati Uniti.
“Virgilia D’Andrea – ha raccontato Carugno – nacque nel 1888 e, nonostante i limiti imposti dalla società dell’epoca, riuscì a scavare un solco profondo nel quale si è inserito il grande movimento di emancipazione femminile che, dalla fine dell’Ottocento, ha proseguito fino ai giorni nostri. È riuscita ad affermarsi in Italia e all’estero, diventando un simbolo di libertà e di pensiero indipendente”.
Dopo gli inizi come insegnante e scrittrice socialista, Virgilia D’Andrea fu tra le fondatrici de L’Umanità Nova e divenne una delle voci più autorevoli del movimento anarchico. Lasciò l’Italia negli anni del fascismo. Si trasferì prima in Germania e poi in Francia, dove entrò in contatto con figure come Turati, Modigliani, Buozzi e Sturzo, coordinando l’attività di un prestigioso circolo di intellettuali antifascisti.
“Proprio a Parigi – ha ricordato l’autore – fondò il giornale La Veglia, per mantenere informata la comunità italiana in esilio, e si impegnò nella campagna internazionale a difesa di Sacco e Vanzetti, con i quali intrattenne anche un epistolario. Si iscrisse alla Sorbona e successivamente si trasferì a New York, dove divenne punto di riferimento per molti italoamericani. Nelle sue conferenze non si limitava a parlare di sindacato, ma cercava di mantenere viva la cultura e le radici italiane in terra d’America. Morì a New York nel 1933”.

Il romanzo “Virgilia”, pubblicato nella collana Paper Hill di Riccardo Condò Editore, è una biografia romanzata che restituisce la complessità e la forza di una donna capace di attraversare la storia del Novecento con coraggio e passione. L’opera, vincitrice del Premio internazionale Ovidio e finalista al Premio Caravaggio, sta riscuotendo grande interesse in tutte le città toccate dalle presentazioni. “Ringrazio la Pro loco e Goffredo Palmerini, per la brillante presentazione del lavoro”, aggiunge Carugno.
“Virgilia D’Andrea è stata una donna straordinaria – conclude – capace di proiettare l’Abruzzo su un palcoscenico internazionale. Sono felice che anche Paganica abbia accolto con calore questa storia preziosa, testimonianza di un Abruzzo forte, ribelle e libero”.




