Il Cardinale Matteo Zuppi all’Aquila, artigiani della pace per non arrendersi a odio e guerre
Il cardinale Matteo Maria Zuppi all’Aquila per parlare di pace. L’incontro con gli studenti promosso dal TSA.
Artigiani di Pace, il cardinale Matteo Zuppi all’Aquila: “La guerra è sempre una sconfitta per tutti, e la pace è, e deve essere, una vittoria per tutti. Il Papa di nuovo all’Aquila? Lo spero”.
“Artigiani di Pace, la via del dialogo”, questo il titolo dell’incontro organizzato dal TSA e che ha visto il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, dialogare con Riccardo Pedicone, scrittore, autore e nuovo volto della letteratura in Italia, alla presenza del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, dell’assessore regionale ai Beni e alle attività culturali, Roberto Santangelo, il cardinale Giuseppe Petrocchi, l’arcivescovo dell’Arcidiocesi dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, e i ragazzi delle scuole.
“Il nostro tempo – ha ricordato il cardinale Zuppi – è segnato da guerre e gravi crisi internazionali. Sembra che la contrapposizione dura e anche violenta sia la cifra delle relazioni internazionali. Protagonisti del futuro lo saremo soltanto se smettiamo di essere penose comparse del presente. Ecco perché parliamo di pace e perché con tanta preoccupazione guardiamo il mondo intorno a noi. In questi anni di guerra in Europa il vento bellicista fa dimenticare una verità storica: la guerra è sempre una sconfitta per tutti, e la pace è, e deve essere, una vittoria per tutti. La via della pace è sempre quella del dialogo. Il vero pacifista non è quello che riduce la ricerca della pace a qualche piccolo spazio individuale e a costruzioni ideologiche, ma è un artigiano della pace, che la costruisce nei fatti”.
Alla domanda se il Papa possa tornare all’Aquila, il cardinale Zuppi ha sottolineato: “Non lo so, spero di sì, me lo auguro per voi. Lui è stato per tanti anni il padre generale degli
Agostiniani, conosce tutti, li porta nel cuore, è molto agostiniano, si sente nella comunità agostiniana. Per cui lo spero e lo auguro per loro e per tutti – ha aggiunto – perché vorrebbe dire che la propria storia resta, che i legami restano. Questa è sempre chiesa e comunità, e che anche il Papa continui ad avere i legami che l’hanno accompagnato per tanti anni, da figlio di Sant’Agostino. Penso che sia importante”.
“Come ha ricordato il cardinale Zuppi – ha sottolineato il sindaco Biondi al microfono del Capoluogo d’Abruzzo – sicuramente c’è bisogno di dialogo; non sempre si riescono a trovare le ragioni del dialogo, come purtroppo accade su diversi scenari internazionale, ma anche nella vita di tutti i giorni. È importante coinvolgere i ragazzi in queste importanti riflessioni, affinché imparino il coraggio del perdono e le ragioni della rimozione della rabbia”.

“Quello della pace – ha aggiunto l’assessore regionale Santangelo – è un tema centrale. Per dare consistenza alla parola pace dobbiamo affiancarle anche la parola perdono, ma bisogna iniziare dalla vita di tutti i giorni”.
“La parola pace all’Aquila è un impegno quotidiano, – ha poi detto Roberto Santangelo, nel suo indirizzo di saluto – è la capacità di ricominciare insieme, di rialzarsi e andare avanti senza lasciare indietro nessuno, superando anche i momenti più difficili”. Il tema di una pace che non sia solo assenza di conflitto, ma un modo di vivere la vita, una responsabilità che parte da ciascuno, ha dato modo di parlare in modo diretto agli studenti e alle studentesse presenti all’evento. Il messaggio inviato alle nuove generazioni è stato chiaro: la pace si costruisce ogni giorno, con gesti concreti di rispetto, ascolto e dialogo. Come ci insegna la Perdonanza Celestiniana, patrimonio immateriale dell’umanità, che da secoli unisce le persone oltre ogni barriera, invitandoci a essere costruttori di ponti; artigiani di pace, non spettatori dell’indifferenza. “Il nostro impegno culturale e sociale è far sì che ogni nostro gesto, nelle istituzioni, nelle scuole, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, sia coerente con questo spirito. – Continua Santangelo – L’aumento del 38% registrato nei reati commessi, nell’epoca post Covid, è compiuto dai giovani sotto i 30 anni. Il nostro compito, quello degli adulti, quello delle istituzioni, è dare la possibilità di poter comprendere cosa sia il bene e cosa il male. Non sempre un cellulare è una porta sul mondo, questo strumento va governato, noi vogliamo dare ai giovani gli strumenti per costruirsi quel senso critico che consentirà loro di decidere cosa sia giusto e cosa sbagliato e attraverso la partecipazione a incontri come questo cerchiamo di dare i modelli per capirlo”.
“La pace – ha sottolineato il cardinale Petrocchi – deve trovare innanzitutto in noi la sua dimora, ma non può diventare patrimonio comune senza un dialogo che si attiva con gli altri”.
“Solo attraverso una collaborazione propositiva – ha concluso l’Arcivescovo dell’Aquila, monsignor D’Angelo – possiamo costruire un mondo davvero migliore.



