L’Aquila, trasferiti i migranti accampati sotto la Prefettura
Trasferiti i 44 migranti che si trovavano all’Aquila. Questa mattina l’arrivo del bus per spostarli fuori regione, dove ci sono strutture con posti disponibili
L’AQUILA – Sono stati trasferiti i 44 migranti che si erano accampati dinanzi alla Prefettura. Questa mattina l’arrivo del bus per il trasferimento.
Si trovavano all’Aquila da circa due settimane, ora sono stati trasferiti i migranti che, in questi giorni, sono stati assistiti e seguiti dalla Prefettura, dalle forze dell’ordine e dalle associazioni del territorio. Quasi tutti erano arrivati da Trieste, dopo aver percorso la rotta balcanica: tuttavia all’Aquila le strutture di accoglienza, attualmente, risultano al completo.
Hanno trascorso le notti tra stazioni, parchi e, appunto, davanti alla Prefettura, in attesa di indicazioni. Fino a stamattina, quando sono stati trasferiti. “Sono in viaggio verso luoghi fuori regione, dove sono state accertate le disponibilità di posti, perché qui all’Aquila non ce ne sono”, ha sottolineato il primo cittadino Pierluigi Biondi.
Un pullman organizzato dalle forze di Polizia ha trasferito il gruppo di migranti che da giorni sostava tra l’ingresso della Prefettura e aree del centro storico cittadino. I migranti, tutti uomini fra 20 e 40 anni, arrivati lungo la rotta balcanica e rimasti all’aperto per quasi due settimane in attesa dell’avvio delle procedure per la richiesta di protezione internazionale, sono stati convocati alle 7 davanti alla Questura. Secondo quanto comunicato ai presenti, il bus sta raggiungendo varie strutture di accoglienza tra le province diCrotone, Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia, dove potranno proseguire l’iter amministrativo previsto dalla normativa. Gli operatori della Questura hanno effettuato gli identificativi e predisposto il trasferimento. Il gruppo di migranti, inizialmente composto da circa 25 persone, è quasi raddoppiato nell’arco di due settimane. Sul pullman sono salite 45 delle 47 persone individuate per la partenza.
“Per noi l’accoglienza è una cosa seria – ha aggiunto Biondi – vogliamo creare davvero le condizioni per una reale integrazione per chi ha lasciato la propria terra sperando in un futuro migliore, in linea con il decreto flussi del Governo, che stabilisce chiaramente chi può entrare in Italia e a quali condizioni. Per noi la solidarietà è un concetto a tutto tondo che non si esaurisce all’ora dell’aperitivo”.
Restando sul tema dell’accoglienza, il sindaco ricorda un progetto di collaborazione, attivo in città, che vede il Comune dell’Aquila collaborare con la Croce Rossa, chiamato “Invisibili”. “Grazie a questa iniziativa ospitiamo 10 persone, tra cui un bambino piccolo, che prima vivevano in condizioni precarie. Alloggi veri, con comfort e privacy, non un dormitorio promiscuo. Un posto familiare e sicuro, non una camerata da condividere con qualche sconosciuto per poche notti. E basta farsi un giro in città, anche nelle più estreme periferie, per verificare che non esiste nessuno che viva all’addiaccio, tranne – eventualmente – coloro che rifiutano l’assistenza o che si nascondono dalle istituzioni e alla legge perché stazionano irregolarmente in Italia.







