Roccaraso, studenti coinvolti nell’Erasmus Eu Green Tour
“Erasmus EU Green Tour: natura, radici e futuro delle aree interne d’Abruzzo”, il progetto sbarca all’Istituto “Patini–Liberatore”
A Roccaraso, il 24 ottobre, presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Patini–Liberatore”, indirizzo Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera, si è svolta una delle attività previste dall’Uda 3 “Riconnettersi con la natura e proteggerla”, nell’ambito del progetto Erasmus+ 2024-1-IT-KA220-VET-000247984 GREEN TOUR
ROCCARASO –A Roccaraso, il 24 ottobre, presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Patini–Liberatore”, indirizzo Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera, si è svolta una delle attività previste dall’Uda 3 “Riconnettersi con la natura e proteggerla”, nell’ambito del progetto Erasmus+ 2024-1-IT-KA220-VET-000247984 GREEN TOUR. L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di promuovere la conoscenza della biodiversità e di sviluppare negli studenti una coscienza etica e consapevole nei confronti dell’ambiente. Al centro della riflessione, la consapevolezza che tutelare la biodiversità significa anche valorizzare i metodi tradizionali di allevamento, come il pascolo, che proteggono la varietà vegetale e animale, favoriscono la presenza dei preziosi impollinatori e contribuiscono a preservare il paesaggio. L’attività si inserisce nel più ampio percorso Erasmus EU GREEN TOUR, che coinvolge gli studenti nella scoperta del territorio, delle eccellenze agroalimentari e delle buone pratiche di sostenibilità. Gli alunni saranno protagonisti della redazione di articoli e reportage, raccontando in prima persona esperienze formative, produzioni tipiche e riflessioni sul legame tra cibo, ambiente e cultura. Quali prospettive per le aree interne? La voce di Nunzio Marcelli. Ospite dell’incontro è stato Nunzio Marcelli, presidente del Consorzio di tutela dell’Agnello del Centro Italia IGP e punto di riferimento nel mondo della pastorizia sostenibile. Nel suo intervento, Marcelli ha sottolineato come la pastorizia non rappresenti solo un’attività economica, ma una pratica fondamentale per la tutela della biodiversità e per il mantenimento degli equilibri ambientali. “La pastorizia, pur rappresentando una piccola nicchia nell’ambito agricolo, ha ricordato Marcelli, svolge un ruolo cruciale per l’ambiente e per il turismo, promuovendo un modello di economia sostenibile capace di unire tradizione, innovazione e qualità alimentare.” Con tono accorato, ha aggiunto: “Ho paura che la mia sia l’ultima generazione che abita queste zone.” Una frase che racchiude il senso di urgenza e la necessità di agire per garantire un futuro alle aree interne, oggi minacciate da spopolamento e perdita di identità. L’incontro ha offerto l’occasione per affrontare temi di grande attualità, come la sostenibilità ambientale e sociale delle produzioni locali, il rilancio delle aree interne, il valore delle radici e della tradizione, la riscoperta dell’identità culturale come risorsa per lo sviluppo economico fino alla ricerca di un percorso di vita autentico, legato alla terra e ai suoi ritmi naturali, capace di restituire un futuro concreto alle aree interne. La Regione Abruzzo sta lavorando a una normativa specifica per rafforzare i servizi e contrastare lo spopolamento, coinvolgendo amministratori e cittadini negli “Stati Generali delle Aree Interne”. Queste zone, che rappresentano circa due terzi dei Comuni abruzzesi, soffrono oggi di spopolamento e invecchiamento demografico, ma restano scrigni di storia, cultura e potenzialità. Non si può parlare d’Abruzzo senza evocare la transumanza, pratica millenaria di spostamento stagionale delle greggi, riconosciuta nel 2019 dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Un viaggio lento e ciclico lungo i Tratturi Regi, come il Tratturo Magno (L’Aquila–Foggia), il Pescasseroli–Candela, il Celano–Foggia e il Castel di Sangro–Lucera, costellati di fontane, chiese e borghi che raccontano un passato fiorente. Grazie alla pastorizia e alle attività ad essa connesse, località come Pescocostanzo e Roccarasoconobbero, tra il XVII e il XVIII secolo, un autentico periodo d’oro in ambito artistico, economico e culturale.Come ricorda Marcelli, Roccaraso era originariamente un borgo di pastori e agricoltori che, con l’arrivo della ferrovia nel tardo Ottocento, si trasformò progressivamente in un importante centro turistico. La sua storia è stata segnata dalla distruzione quasi totale durante la Seconda Guerra Mondiale, ma il paese venne rapidamente ricostruito, divenendo in seguito una delle più rinomate mete sciistiche dell’Appennino. Pescocostanzo, invece, grazie alla pastorizia e alle attività a essa collegate, si affermò come un vivace centro culturale ed economico, capace di attirare maestri artigiani da diverse parti d’Italia. In quel periodo sorsero numerose costruzioni, palazzi e chiese, che ancora oggi costituiscono un patrimonio artistico di straordinario valore. Il borgo è considerato uno dei principali centri del barocco abruzzese, grazie alla ricchezza dei suoi monumenti rinascimentali e barocchi, armoniosamente integrati in un contesto urbanistico ben conservato. Recuperare quelle tradizioni oggi significa restituire futuro ai giovani e valorizzare un patrimonio ambientale e umano di inestimabile valore, rendendo visibile anche il patrimonio immateriale delle conoscenze tramandate dai nostri antenati. La ricetta contro lo spopolamento: tornare a fare i pastori. Nel corso del suo intervento, Marcelli ha proposto una riflessione concreta su come restituire vita e lavoro alle aree interne. “La mia missione è stata e resta sempre quella della pastorizia. È un’attività che in Abruzzo potrebbe attivare 4-5mila posti di lavoro, tornando a fare i pastori e gli allevatori. Basti pensare che oggi sono rimasti in Abruzzo circa 100mila capi di pecore, a fronte dei 4 milioni che c’erano nell’Ottocento. Solo la filiera degli arrosticini richiede 700mila capi l’anno, che siamo costretti a importare. Oggi è inutile parlare di DOP o IGP, perché attualmente non siamo in grado di rispondere alla richiesta del mercato. Bisogna ridare fiducia ai territori delle aree interne e permettere alla nostra regione di sfruttare appieno le sue vocazioni e potenzialità.” Un intervento lucido e appassionato, che invita a riscoprire la pastorizia come opportunità di lavoro, innovazione e presidio del territorio. Un progetto per i giovani e per il territorio. La giornata si è conclusa con una degustazione di arrosticini DOP, preparati con competenza e passione dagli studenti della IV A Cucina, che hanno valorizzato uno dei prodotti simbolo della tradizione abruzzese. Anche il formaggio portato dal professor Marcelli è stato servito con bruschette di pane e olio. I ragazzi del settore sala e bar hanno accolto gli ospiti con un cocktail analcolico di chiusura, contribuendo a creare un momento di convivialità e condivisione. Gli studenti hanno ringraziato la dirigente scolastica per l’opportunità di esprimere le proprie competenze e talenti in un contesto reale, capace di unire formazione, territorio e identità. Una giornata intensa e significativa, che ha dimostrato come la sostenibilità non sia solo una materia da studiare, ma uno stile di vita da costruire ogni giorno, con consapevolezza, rispetto per la natura e amore per le proprie radici.





