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Aura Materials, azienda fantasma: i lavoratori continuano ad aspettare

Nessuna risposta dall’azienda: la proprietà assente anche al tavolo regionale. Sessanta dipendenti ancora senza stipendio né cassa integrazione.

Continua lo stallo in casa Aura Materials. Sessanta lavoratori restano senza stipendio e senza cassa integrazione, mentre l’azienda prosegue in un silenzio che alimenta esasperazione e incertezza.

Questa mattina, mercoledì 29 ottobre, si è tenuto a Pescara, presso l’Assessorato regionale alle Attività produttive, l’ennesimo incontro sulla vertenza, convocato dall’assessore Magnacca. Anche questa volta, però, la proprietà di Aura Materials non si è presentata: al tavolo erano presenti soltanto due avvocati dell’azienda e una consulente collegata da remoto, senza alcuna delega ufficiale.

Durante la riunione è emerso ancora una volta, come denunciato dalle sigle sindacali, un atteggiamento di scarsa considerazione da parte aziendale nei confronti delle istituzioni e dei lavoratori. I rappresentanti di Aura Materials hanno riferito di essere in attesa dell’esito del ricorso presentato all’INPS sulla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) e della nomina di un esperto da parte della Camera di Commercio per la procedura di composizione negoziata della crisi. Nel frattempo, l’azienda resta ferma.

«L’azienda si sta prendendo gioco in primis dei lavoratori, poi delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni – ha dichiarato al Capoluogo il sindacalista Giampaolo Biondi –. Vengono inviati ai tavoli rappresentanti senza alcuna delega precisa: in questo modo la situazione non cambierà. I lavoratori non percepiscono la cassa integrazione e l’unica certezza è che l’azienda sta attendendo l’esito del ricorso all’INPS».

Le organizzazioni sindacali e la Regione Abruzzo hanno sollecitato un impegno concreto sul pagamento degli stipendi arretrati di settembre e ottobre, ma anche su questo fronte non è arrivata alcuna rassicurazione. «Nel caso in cui l’INPS rigettasse il ricorso, abbiamo chiesto che l’azienda provveda almeno a saldare quanto dovuto – aggiunge Biondi – ma la risposta è stata evasiva e la sensazione, di conseguenza, è che i pagamenti non arriveranno».
A rendere il quadro ancora più incerto è la mancanza dei requisiti per accedere alla cassa integrazione straordinaria. Secondo quanto riferito dai sindacati, l’azienda starebbe valutando anche un ulteriore ricorso al TAR, un passo che rischierebbe di prolungare lo stallo, lasciando i lavoratori senza reddito né prospettive.

«È evidente che l’azienda stia cercando di guadagnare tempo», si legge nella nota diffusa dalle sigle sindacali. «Ma il tempo perso lo stanno pagando i lavoratori, da mesi senza stipendio e senza risposte».