Addio a Ioan Bud investito sulla Statale 17, una vita di lavoro e sacrifici
Era arrivato in città dal post sisma, poi era tornato in Romania, fino a scegliere nuovamente L’Aquila. Stimato e apprezzato da tanti, il 72enne Ioan Bud viveva in una roulotte a Bazzano
Aveva origini romene il ciclista 72enne che ieri ha perso la vita sulla statale 17, si chiamava Ioan Bud.
Era chiamato da tutti “Giovanni”Ioan Bud, il 72enne romeno che, dopo il terremoto, aveva scelto di trasferirsi all’Aquila per lavorare e cercare di costruirsi una vita migliore. Quella vita che è stata cancellata ieri, intorno alle 12, quando percorreva con la sua bici la strada statale 17. Ioan Bud è stato travolto da un camion all’altezza del supermercato Oasi.
Stando a quanto finora ricostruito dalle forze dell’ordine, l’uomo stava attraversando la strada tenendo per mano la sua bicicletta dopo aver fatto la spesa. La gravità delle sue condizioni è apparsa chiara fin da subito. All’arrivo dei medici e degli infermieri del 118 “Giovanni” respirava ancora: in un disperato tentativo di salvarlo, è stato allertato anche l’elisoccorso. Tuttavia, per il 72enne non c’è stato nulla da fare. È spirato prima di arrivare al San Salvatore.
Come riporta il quotidiano Il Centro, nella giornata di ieri si è diffusa la notizia della negatività del conducente del camion agli esami di alcol e droga. In un secondo momento, però, fonti investigative hanno riferito che il quadro andrà valutando con attenzione nelle prossime ore, per avere un quadro chiaro e definitivo. Da accertare, inoltre, anche gli aspetti relativi alla dinamica dell’investimento: fondamentali saranno le immagini delle telecamere posizionate dinanzi agli esercizi commerciali dell’area. Sembra, dalla prima ricostruzione, che il mezzo non procedesse a velocità sostenuta. Alla guida del camion un cittadino macedone.
La vittima

Ioan Bud era arrivato in città dopo il sisma e, da allora, era andato avanti occupandosi di piccoli lavori per mantenersi. Per un periodo di tempo era anche tornato in Romania, fino alla scelta di ristabilirsi all’Aquila. Qui si occupava di manutenzione del verde, sistemava orti e si dedicava a generiche lavorazioni manuali: spesso interveniva per alcune piccole attività manutentive anche nel centro sportivo Area Sport.
Viveva in una roulotte, non di sua proprietà, nei pressi del campo di Bazzano. Non aveva moglie, né figli. Erano in molti a stimarlo, a chiacchierare e scherzare con lui: una persona che, nonostante una vita non semplice, non aveva mai perso il sorriso.








