Premio letterario Tratturo Magno, territori in cammino tra storia e rinascita
Il Premio letterario “Tratturo Magno” rilancia la cultura dei cammini tra Abruzzo, Molise e Puglia. Premiati i vincitori
Il Tratturo come memoria viva e orizzonte di futuro. È questo il filo conduttore che ha accompagnato la quinta edizione del Premio letterario internazionale “Tratturo Magno”, la cui cerimonia di premiazione si è svolta oggi, sabato 25 ottobre, all’Auditorium del Parco.
Promosso dall’Associazione Tratturo Magno 4.0, presieduta da Danilo Taddei, in collaborazione con il Club per l’UNESCO dell’Aquila e Casartigiani e gemellato con il concorso “Il Rovo” di Cagnano Varano, il Premio letterario Tratturo Magno ha raccolto quest’anno circa ottanta lavori, confermando la sua vocazione di incontro tra letteratura, storia e territorio.
Le sezioni in concorso – Poesia, Prosa, Saggi e Progetti– sono accomunate dal tema del dialogo tra memoria e futuro, tra paesaggio e comunità.
Nel pomeriggio, l’Auditorium del Parco ha ospitato la cerimonia di premiazione, momento culminante del Festival del Tratturo. Gli autori premiati hanno raccontato, con linguaggi e prospettive diverse, la transumanza come esperienza umana e simbolica, capace di unire generazioni e territori. “Siamo felici della risposta che ha raccolto ancora una volta il Premio, che ha richiamato anche autori dall’estero”, ha commentato il presidente dell’Associazione Tratturo Magno 4.0, Danilo Taddei.“Il concorso è la vetrina di un lavoro più ampio che stiamo portando avanti insieme alle istituzioni regionali. Dal fermento culturale che questo evento genera, vogliamo far nascere azioni concrete di rigenerazione, per costruire un nuovo sviluppo ripartendo proprio dalla storia dei tratturi”.

I vincitori
Per la sezione Poesia, il primo premio è andato a Carla Cipriani con “Della vita del transumante ritrovar l’incanto”; secondo posto a Ferdinando Giammarini con “Su li tratture va li pinzire”; terzo premio ex aequo a Lucio Toma con “Cosa siamo diventati” e alle giovani Delia Fiore e Flavia Sofia Faieta, con “Cammino d’anima e memoria”.
Menzioni speciali per Angel Ricardo Dente,Rosa Serra, Luigi Presutto, Marinita Denittis, Linetta Mazzilli Colavita ed Ella Clafiria Grimaldi.
Nella sezione Prosa il primo premio è stato assegnato a Maria Lucia Passador per “Il respiro dei tratturi”, seguita da Lucia Guida (“Ninna nanna”) e Giuseppina Riocci (“La strada che porta a casa”).
Menzioni speciali per Costantino Piemontese (“Pastorale aquilana”) e Dino Primante (“I sentieri dell’anima”).
Per la sezione Saggi non sono stati decretati vincitori, in quanto gli eleborati presentati non corrispondevano a quanto richiesto nel bando di concorso. Per quanto riguarda, invece, i Progetti, primo premio a Daniele Di Domenico con “Le vie della lana”; secondo premio all’Associazione Casa Abruzzo. La Casa degli Abruzzesi in Spagna con il progetto “Solchi”.
“Il Festival del Tratturo – ha aggiunto il coordinatore dell’Associazione, Alessandro Di Loreto – vuole portare alla nascita di progetti concreti. Non parliamo solo di storia, ma di sviluppo e di riuso contemporaneo dei cammini tratturali, che attraversano tre regioni e raccontano una civiltà millenaria».
Il convegno del mattino
La giornata si era aperta con il convegno nell’ambito del Festival del Tratturo “Documenti dal passato, accordi per il presente, progetti per il futuro”, occasione di confronto tra studiosi, istituzioni e rappresentanti regionali sul valore storico e identitario dei tratturi. Durante l’incontro sono stati presentati documenti inediti sul Tratturo Magno, a cura dell’Archivio di Stato di Foggia e dell’Università dell’Aquila, e illustrata la bozza di Accordo di Valorizzazione Culturale tra Abruzzo, Molise e Puglia. Un passo verso la costruzione di un progetto interregionale dedicato ai “Cammini moderni”, con l’obiettivo di recuperare borghi, rilanciare pascoli e promuovere un modello di sviluppo sostenibile delle aree interne.
Il Premio Tratturo Magno si conferma così non solo come riconoscimento letterario, ma come laboratorio di idee e narrazioni sul futuro dei territori attraversati dalla transumanza: un cammino che continua, tra parole, comunità e visioni condivise.













