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Scontri tra tifosi dopo L’Aquila Sambenedettese, 22 indagati

Gli scontri a gennaio 2025, dopo il match vinto 3-0 dalla Samb: sono 22 gli ultras indagati. Visionate 100 telecamere

Sono stati i video a incastrare 22 ultras, tra tifosi dell’Aquila 1927 e sostenitori della Sambenedettese, coinvolti nei fatti violenti registrati dopo la gara dello scorso gennaio.

9 tifosi rossoblù e 13 tifosi Samb indagati per i reato di invasione di terreno e rissa, oltre a travisamento e utilizzo di oggetti atti ad offendere. Il match, terminato 0-3, passò subito in secondo piano a causa degli scontri tra Ultras alla fine della gara: le tifoserie si erano fronteggiate a colpi di cinghie, pugni, calci e aste delle bandiere. Aveva fatto discutere la decisione di far uscire dallo stadio i tifosi della Sambenedettese – che si trovavano in tribuna – verso la curva ospiti, passando per il campo. Durante lo spostamento gli inevitabili sfottò, poi degenerati in violenza, con i tifosi rossoblù che si sono riversati in campo e gli scontri, finiti anche sulle pagine di cronaca nazionale.

La Digos, come riporta Il Messaggero, ha visionato 100 telecamere, selezionando almeno un centinaio di tifosi che hanno invaso il campo. Tre ultras rossoblù erano stati arrestati in differita, cioè entro le 48 ore dal reato, come prevede la nuova norma in materia di ordine e sicurezza all’interno degli impianti sportivi. Sono accusati di aver cercato di entrare negli spogliatoi e di aver affrontato gli agenti della Digos intervenuti sul posto. Uno di loro è stato condannato dal Tribunale a 8 mesi di reclusione, mentre gli altri due hanno ottenuto la possibilità di svolgere lavori socialmente utili. Anche i tre figurano nell’elenco dei 22 indagati. Nessuna contestazione, invece, è stata mossa nei confronti del club rossoblù.
Ora gli indagati hanno 20 giorni di tempo per chiedere al sostituto procuratore, Ugo Timpano, di poter essere interrogati, presentato le loro memorie difensive.