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Superficialità in montagna, chi sottovaluta paga

Doppio rischio per chi affronta la montagna con superficialità: farsi male, in primo luogo, e pagare di tasca propria i soccorsi, poi

La misura per responsabilizzare chi  va in montagna, sarà attiva dal 1° gennaio 2026

È questa una delle novità previste dalla prossima legge di bilancio, che introdurrà una stretta per responsabilizzare escursionisti della montagna e turisti poco attenti alla sicurezza. Il principio è semplice: se l’intervento dei soccorritori sarà necessario a causa di dolo, colpa grave o richiesta ingiustificata, le spese non saranno più coperte dallo Stato ma ricadranno sul diretto interessato. L’espressione utilizzata dal alcuni quotidiani  ma anche, tempo addietro dal presidente del Cai dell’Aquila , Vincenzo Brancadoro, “in montagna con le infradito” è il nocciolo di questa misura: un modo per indicare chi affronta sentieri, boschi o percorsi d’alta quota con abbigliamento o attrezzatura del tutto inadeguati, magari ignorando le condizioni meteo o le difficoltà del tracciato. E noi aquilani ne siamo bene a conoscenza. A chi non è capitato di imbattersi in turisti in infradito o in scarpe di tela, per i sentieri di alta quota? Giusto nel mese di luglio, a seguito dell’enorme molte di soccorsi effettuati in montagna, partivamo con una campagna di sensibilizzazione per stimolare gli utenti della montagna a rispettare se stessi e chi dovesse essere costretto a soccorrerli. Da gennaio, la stretta. Se l’imprudenza dovesse portare a un incidente o a una chiamata di emergenza non necessaria, il conto del salvataggio, che può arrivare anche a migliaia di euro, potrebbe essere addebitato a chi ha commesso l’errore. La norma, ancora in fase di definizione, mira a ridurre gli interventi superflui e i costi a carico della collettività, ma suscita anche dubbi tra gli addetti ai lavori: resta infatti da chiarire chi stabilirà in modo oggettivo se un comportamento sia stato davvero imprudente o frutto di colpa grave, e quali criteri verranno usati per quantificare le spese. Le associazioni di soccorso e le guide alpine sottolineano l’importanza di non scoraggiare le richieste di aiuto per paura delle sanzioni, ricordando che ogni minuto può fare la differenza in caso di emergenza reale. L’obiettivo della norma, spiegano fonti vicine al Governo, non è punire chi si trova in difficoltà, ma sensibilizzare i frequentatori della montagna a una maggiore preparazione e consapevolezza dei rischi. In attesa dei decreti attuativi, resta comunque valido un principio di buon senso: prima di partire per un’escursione, è fondamentale informarsi sul percorso, controllare il meteo e dotarsi dell’equipaggiamento adeguato. Tradotto: in montagna, se sbagli attrezzatura o vai impreparato, non arrivi in vetta.