Pierluigi Biondi a Bruxelles, impegno europeo per dare vitalità alle aree interne
15 ottobre 2025 | 11:37
Pierluigi Biondi a Bruxelles per la Settimana Europea delle Regioni e delle Città: “Restare nei nostri territori è un diritto”.
Le parole di Pierluigi Biondi alla Settimana Europea delle Regioni e delle Città a Bruxelles. Il primo cittadino dell’Aquila e presidente Anci ha sottolineato l’importanza della coesione territoriale a sostegno delle aree interne, per contrastare lo spopolamento.
Il sindaco dell’Aquila e presidente di Anci Abruzzo, Pierluigi Biondi, all’evento di apertura “Costruire il domani, insieme” della Settimana europea della regioni e delle città, a Bruxelles, dove ha tenuto il suo discorso la presidente del Comitato europeo delle regioni. “Finalmente anche in Europa si comincia a parlare in maniera chiara e autorevole di restanza, di aree interne e del diritto a vivere nei propri territori. Temi che portiamo avanti da anni nei nostri comuni e che, in occasione dell’apertura della Settimana europea delle Regioni e delle Città, sono stati al centro del discorso del presidente del Comitato europeo delle regioni, Kata Tutto, per la presentazione del rapporto annuale sullo ‘Stato delle Regioni e delle Città 2025’”.
Il documento mette in evidenza i rischi legati alla proposta della Commissione europea sul prossimo bilancio 2028-2034, che potrebbe indebolire il rapporto diretto tra Unione e territori a favore di una centralizzazione nazionale dei fondi.
Nella capitale belga con il gruppo ECR, il sindaco ha partecipato ieri all’incontro con la delegazione italiana del Comitato europeo delle regioni e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto. Oggi, invece, è intervenuto alla 168esima sessione plenaria europea sul Multiannual financial framework resolution, il quadro finanziario dell’UE 2021-2027.

“La semplificazione non deve significare centralizzazione – dichiara Biondi riprendendo le parole del presidente Tutto –. Perché sarebbe un grave errore promuovere soluzioni universali che non tengono conto delle specificità locali. La coesione ha senso solo se tutte le Regioni sono sostenute in modo equilibrato e differenziato, senza penalizzare chi vive in contesti fragili e periferici”.
“Il tema che con i colleghi sindaci affrontiamo più spesso – ha sottolineato ancora Biondi – è quello delle azioni efficaci per contrastare lo spopolamento e l’inverno demografico. Servono strumenti concreti per sostenere chi ha scelto di restare nei piccoli comuni e per incoraggiare nuovi progetti di vita e d’impresa nei nostri paesi di montagna il cui destino è indissolubilmente legato a quello delle città medie. Senza un’azione coordinata e senza rafforzare le loro funzioni come punti di riferimento per le aree interne, non possiamo fermare lo spopolamento e garantire sviluppo”.
“Le città medie devono tornare al centro della politica di coesione, diventando poli attrattivi e solidali, capaci di garantire istruzione, sanità, lavoro, mobilità e connessioni digitali anche per i territori circostanti. È questa la strada da seguire: investire nelle comunità, scegliere le priorità giuste, superare la frammentazione delle politiche e semplificare l’accesso ai fondi europei, che troppo spesso restano imbrigliati nella burocrazia”.
“Rimanere nei propri territori – ha concluso Biondi – deve essere un diritto garantito a tutti, non una scelta. La legge sulla montagna recentemente approvata in Italia è un passo importante, ma serve un impegno comune, anche a livello europeo, per dare nuova vitalità alle aree montane e interne”.

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