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Alberico Lemme, il farmacista che usa il cibo come farmaco

Intervista al farmacista abruzzese Alberico Lemme, fondatore della Filosofia Alimentare: “Uso il cibo come farmaco. Più mangi, più dimagrisci”.

Dall’Abruzzo a Milano, Mila Jelmini ci ha portato a conoscere Alberico Lemme, il farmacista abruzzese che sta spopolando con la sua Filosofia Alimentare, tra persone che si affidano ai suoi metodi e controversie sui media.

Genio e “regolatezza”
Ebbene sì, ho modificato la parola “sregolatezza” perché il dottor Alberico Lemme, in realtà, insegna nuove regole di vita.
Uno stile di vita che, per molti, è controverso o addirittura discutibile, ma che lui difende con orgoglio e convinzione.
Vado a Desio per scoprire dal vivo il suo mondo, quasi certa che, al primo sguardo, mi definirà “cicciottella”.
Effettivamente sono lievemente sovrappeso, ma vestita con cura faccio la mia figura.
Arrivo nella sede dove Lemme ha costruito un vero e proprio impero: un’azienda che produce cibo fresco e surgelato “intelligente”.
L’ultima testimonial vip ad aver dichiarato in TV di essere dimagrita con la dieta Lemme è stata Iva Zanicchi.

L’Accademia di Filosofia Alimentare
Il dottor Lemme, estroso, creativo e sempre controcorrente, ha fondato un’Accademia dedicata all’educazione alimentare dei giovani dai 6 ai 18 anni.
Qui insegna a riconoscere il “cibo spazzatura”, a scegliere con consapevolezza, a cucinare e a gestire la spesa domestica, sempre con la supervisione dei genitori.
“Non è una dieta — spiega — ma un viaggio culinario alla scoperta del mangiar sano.”

Il Ristolemme e la Fabbrica del Benessere

Lemme ha creato anche il Ristolemme, un ristorante a Desio dove è possibile gustare piatti “prelibati e salutari”.
Accanto, ha realizzato alcuni mini appartamenti per chi desidera soggiornare e seguire i corsi dell’Accademia: raffinati monolocali dotati di garage, dove colazione, pranzo e cena vengono serviti direttamente in camera.
“Voglio offrire un’esperienza di benessere totale — racconta — che parte dal cibo e arriva allo stile di vita.”
Completano il progetto la Fabbrica del Benessere, dove si produce cibo sano e 100% made in Italy.
“Sono il salvatore delle cicciottelle”
Dottor Lemme, cosa produce esattamente la sua azienda?
«Tutto: biscotti, pasticceria, pasta, primi, secondi, bevande…»
Il suo nome, Alberico, significa “sovrano”. Si sente il sovrano delle cicciottelle?
«Precisamente: sono il salvatore delle cicciottelle.»
Le sue clienti sono soprattutto donne?
«Circa il 70% sono donne e il 30% uomini.»
Chi è il cliente più difficile?
«Le donne sono più emotive e quindi reagiscono in modo diverso. Io insegno a usare la logica, non l’emotività, quando si tratta di alimentazione.»

Dall’Abruzzo a Milano: la nascita di un metodo

Lei è originario dell’Abruzzo, precisamente di Archi, in provincia di Chieti.
«Sì, una terra speciale: anche Sergio Marchionne era di Chieti. Deve esserci un’energia particolare lì.»
Quando si è trasferito al Nord, ha iniziato come farmacista?
«No, nel 1984 ho cominciato come insegnante di educazione fisica. Ho studiato all’Isef dell’Aquila, poi a Milano ho insegnato per 18 anni. Nel frattempo mi sono iscritto a Farmacia e ho creato la prima palestra in Italia dove insegnavo body building alle casalinghe.»
Quindi era un atleta.
«Ero un discobolo! Sì, avevo tante fidanzate… ma per fortuna non mi è rimasto attaccato nulla!»
Il farmacista che ha inventato una nuova professione
Da oltre 25 anni si occupa di Filosofia Alimentare. Che cosa significa?
«Sono laureato in farmacia, farmacista preparatore, e ho creato una nuova professione: il farmacista consulente alimentare, riconosciuta dallo Stato italiano.»
I suoi colleghi la criticano spesso.
«Sì, ma forse perché non sanno farlo. Il denaro non è la finalità del mio lavoro: è solo la conseguenza della mia passione.»

Bulimia, anoressia e cibo come cura

Il suo metodo affronta anche disturbi come bulimia e anoressia?
«Sì. Io sostengo — e sono l’unico a dirlo — che bulimia e anoressia non siano problemi psicologici, ma ormonali. Quando lo affermo, molti si ribellano, ma è la verità.»

In che modo interviene?
«Insegno a curarsi con il cibo. La bulimia sparisce in un mese, perché lavoro sull’equilibrio ormonale ed enzimatico. Scompaiono gli attacchi di fame, il paziente dimagrisce e impara a gustare il cibo senza sensi di colpa.
L’anoressia è più complessa, perché chi non mangia non può usare il cibo come farmaco.»

Un innovatore tra scienza e provocazione

Molti personaggi dello spettacolo dimagriscono con la sua dieta, ma poi promuovono altri prodotti.
«Succede. Vengono da me, dimagriscono, e poi fanno pubblicità a metodi diversi per recuperare quanto hanno speso.»
Ha anche brevettato una sua moneta, è vero?
«Sì, il Buono Lire. Sono l’unico in Europa autorizzato a stampare denaro con la mia firma. Lo lancerò quando arriverà l’euro digitale.»

Progetti futuri: il residence del benessere

Qual è il suo prossimo progetto?
«Sto realizzando un residence con 35 appartamenti, ognuno dotato di palestra, studio medico, parrucchiere, estetista e fisioterapista. Tutto autosufficiente, con acqua depurata e sistemi di recupero dell’acqua piovana.
Ho persino brevettato un balcone apribile e richiudibile.»

Avrà investitori?
«Potrei, ma l’investitore sono io. Sarà una struttura pensata anche per la riabilitazione degli anziani e, perché no, per un ritorno al parto in casa, tutto legalmente gestito.»

“Più mangi, più dimagrisci”

In conclusione, qual è il segreto della sua dieta?
«È un metodo basato sull’effetto biochimico del cibo, sull’equilibrio ormonale ed enzimatico. Il calcolo delle calorie è una bufala: non bruciamo nulla, usiamo energia chimica.»

“Controllo le reazioni metaboliche dei miei clienti ogni due giorni. In base a età, sesso e stile di vita, adatto il menù. Così la persona impara a gestire da sola la propria alimentazione.”

«Sono l’unico al mondo a far dimagrire le persone con questa tecnica. Si mangia a sazietà, solo ciò che piace: se mangi qualcosa che non ti piace, blocchi il metabolismo e non dimagrisci.
Il paradosso è che più mangi, più dimagrisci — e non è uno slogan, è la realtà.»

Alberico Lemme