Morte Andrea Prospero, il 18enne imputato patteggia
Patteggiamento per il 18enne, studente romano, che si è riconosciuto responsabile dell’istigazione al suicidio di Andrea Prospero, il 19enne di Lanciano, trovato morto lo scorso gennaio in un b&b nel centro di Perugia, dopo aver ingerito un mix di farmaci mentre era in chat con altri ragazzi.
Potrebbe non esserci un processo per decidere le sorti del 18enne, uno studente romano, che si è riconosciuto responsabile dell’istigazione al suicidio di Andrea Prospero, il 19enne di Lanciano, trovato morto lo scorso gennaio in un b&b nel centro di Perugia, dopo aver ingerito un mix di farmaci mentre era in chat con altri ragazzi. Attraverso il legale, il 18 enne ha concordato un patteggiamento e accettato una pena pari a due anni e mezzo di lavori socialmente utili.
Non c’è stato quindi il processo immediato che era stato fissato per l’8 ottobre. Il giudice il 23 ottobre dovrà invece decidere se accogliere o meno l’accordo tra la procura e l’imputato che, ad agosto scorso, era evaso dai domiciliari a causa di dissapori in famiglia sorti dopo la scoperta del suo coinvolgimento
“Mi sento tradito dalla giustizia che non sta dando nessun input ai giovani a non delinquere; sembra quasi gli si voglia dire ‘fate’ tanto tutto alla fine è consentito”, è l’amaro commento di Michele Prospero, padre di Andrea, intervistato da Federica Sciarelli durante una delle ultime puntate della trasmissione “Chi l’ha Visto” che ha seguito il caso fin dalla scomparsa del giovane Andrea Prospero che sarebbe morto in diretta, e nessuno dei presenti durante la videochiamata – tra cui l’imputato – ha fatto qualcosa per aiutarlo, anzi, è stato incoraggiato a compiere il tragico gesto.
In questi mesi nel mirino degli inquirenti i 35 minuti dell’orrore passati tra Valemno, nickname su Telegram del 18enne a giudizio per istigazione al suicidio, Andrea Prospero che, lo ricordiamo, è morto per un mix letale di Xanax e Ossicodone e un terzo indagato, Thomas Burberry, che Valemno aveva invitato in un secondo momento nel gruppo. Prima la morte in diretta, poi le chat tra l’arrestato e l’indagato in cui spunta l’ipotesi, subito cestinata poiché troppo rischioso, di chiamare il 118. “Chiamiamo l’ambulanza a quel fesso?”. “E fra’ col tuo cell? Se è vero e lo trovano con il cell e tutto?”. “Un po’ di ca…i nostri”. Forse Andrea poteva dunque salvarsi, ma la paura di essere coinvolti direttamente nella sua morte li ha fermati. Sembrerebbe infatti che l’unica preoccupazione sarebbe stata legata al fatto che la vittima avesse lasciato la conversazione aperta e che quindi l’avrebbero potuto trovare gli inquirenti.
Andrea viveva con la sorella in uno studentato a Perugia, dove stava frequentando un corso d’informatica all’università. Lo scorso 24 gennaio è sparito per poi essere trovato senza vita in un b&b in centro storico cinque giorni dopo. Secondo l’analisi autoptica il giovane si è tolto la vita con un mix di medicinali oppiacei (benzodiazepine sotto forma di xanax e ossicotone), ma sarebbe stato istigato al suicidio dal 18enne romano conosciuto online e con cui sembrerebbe avere avuto dei traffici illeciti legati alla vendita di oggetti.

Parallelamente, l’inchiesta ha aperto un secondo filone investigativo. Nel corso del ritrovamento del corpo di Prospero in un appartamento in via del Prospetto, sono stati sequestrati sia un computer che cinque telefoni cellulari. L’intenzione era capire se dai dispositivi potrebbero emergere elementi utili su possibili attività illecite legate al dark web, tra cui la compravendita di sostanze psicotrope e truffe informatiche. I genitori, il fratello Marco, la sorella gemella Anna, in questi mesi hanno continuato a chiedere a gran voce la verità , supportati dagli avvocati Carlo Pacelli e Francesco Mangano.
Sarebbe emerso che sia Andrea che l’imputato erano coinvolti in un giro di truffe online: in sostanza fingevano di inviare merce, ma una volta intascati i soldi non spedivano nulla. Nell’occhio del ciclone anche ChatGpt a cui Andrea si era rivolto per avere delle risposte ai suoi turbamenti interiori e, tra le risposte automatiche solo al quinto o sesto punto veniva consigliato di rivolgersi a uno specialista







