L’Aquila medievale rivive nel libro del professor Fabio Redi
Il professor Fabio Redi svela la storia medievale dell’Aquila tra il XII e il XIII secolo, tra architettura, urbanistica e tracce sotterranee mai esplorate.
Alla scoperta dell’Aquila medievale con il professor Fabio Redi. Il nuovo volume, L’Aquila Città Nuova, ricostruisce l’urbanistica e l’architettura della città.
L’Aquila città nuova-sulla frontiera tra Meridione e Stato della Chiesa, questo è il titolo del libro in cui il professor Fabio Redi ha condensato i risultati di anni di studi condotti sulla città dell’Aquila. Il volume è stato presentato nel pomeriggio di giovedì presso il Palazzetto dei Nobili. L’evento ha visto dialogare il prof. Redi con il Prof. Avv. Fabrizio Marinelli, l’architetto Antonio di Stefano e Sergio Basti, Past Governor del Distretto 20 90 del Rotary Club. Già professore ordinario di Archeologia Medievale presso l’Università dell’Aquila, Fabio Redi si è occupato di archeologia urbanistica e strutture architettoniche con particolare attenzione all’edilizia storica, agli insediamenti, alle fortificazioni, alle frontiere politiche e culturali ed alle produzioni materiali.
Nel suo ultimo libro, il professore riassume i risultati di un’indagine archeologica condotta sull’impianto topografico della città in età normanna, poi sveva e quindi angioina presentando le tipologie di edilizia residenziale di una città di frontiera tra Stato della Chiesa e meridione. Nel volume sono state analizzate le tecniche costruttive delle murature e degli elementi architettonici in relazione ai presidi antisismici adottati per far fronte ai frequenti terremoti. Ne è scaturita una nuova lettura della storia della città con nuove riflessioni sulla presenza normanna e sulla definizione urbanistica del tessuto cittadino tra XII e XIII secolo. Mediante il metodo stratigrafico, gli scavi archeologici condotti all’interno dei monasteri di S. Domenico, S. Basilio e S. Chiara hanno rivelato tracce della prima strutturazione della città e degli interventi successivi da parte sveva e angioina. L’indagine portata avanti sull’organizzazione viaria e sulla distribuzione degli insediamenti ha portato al tracciamento di ben sette griglie stradali ed urbanistiche oltre al possibile tracciato delle mura precedenti al periodo angioino.
Le evidenze rinvenute sono state molteplici, dal bilanciamento tra le strutture pubbliche e quelle ecclesiastiche ai segni lasciati dai terremoti. La sovrapposizione delle tipologie e delle cronologie del tessuto cittadino ha inoltre fornito la base per la realizzazione di carte tematiche sulla distribuzione qualitativa e funzionale degli edifici all’interno dei Quarti. Gli studi hanno inoltre rivelato un’insospettata facies urbanistica sotterranea costituita dall’utilizzo di cavità naturali adeguatamente rimodellate e rinforzate per un utilizzo sussidiario rispetto all’edilizia residenziale e commerciale.
Il volume, redatto da un aquilano d’adozione che conosce l’Aquila più di tanti aquilani, consente di conoscere aspetti della storia medievale della città finora poco indagati e fornisce per gli addetti ai lavori utili indicazioni per permettere che la rinascita della città si ancori allo studio della sua storia.









