Gaia Contu, l’allegra divulgatrice che porta a L’Aquila il festival del pensiero critico
Tutto pronto per “Ci penso!”, il primo festival dedicato alla divulgazione e al pensiero critico all’Aquila. L’intervista a Gaia Contu.
Fisica, filosofa della scienza, divulgatrice. Ma soprattutto “allegra”. Così si definisce Gaia Contu, che della leggerezza ha fatto la sua cifra stilistica: un modo per raccontare la conoscenza come qualcosa di vivo, appassionante e accessibile a tutte e tutti. “Sapere le cose ti dà un potere enorme – spiega – puoi vincere i dibattiti, farti valere. Quando sai le cose, sei fico!”.
Dal 10 al 12 ottobre porta la sua comunità online, la “Gente Gajarda”, nelle piazze della sua città con Ci Penso!, il primo festival dedicato alla divulgazione e al pensiero critico a L’Aquila, di cui il Capoluogo è Media Partner.
Per Gaia Contu, la divulgazione non è mai stata sinonimo di nozionismo. Merito anche di suo padre, che le leggeva la storia mettendo al centro le dinamiche umane, trasformando le date e gli eventi in vicende appassionanti. “La conoscenza viene spesso percepita come qualcosa di polveroso, invece è un’attività divertente, che ti dà strumenti per comprendere e cambiare la realtà”, racconta.
Questo approccio si riflette anche nel suo linguaggio comunicativo, spontaneo ma mai improvvisato. “Quando si comunica, si instaura sempre un rapporto bilaterale. C’è spontaneità, certo, ma anche attenzione: ascoltare il pubblico, modulare il linguaggio senza tradirsi. Su internet funziona così: se sei te stesso, vieni premiato”.
Il passaggio dai social al festival nasce quasi per caso: due anni fa Gaia era stata invitata a uno spettacolo e, portando con sé altri divulgatori, aveva creato una sorta di minifestival che aveva avuto un grande successo. Da lì, l’idea di trasformare quell’esperimento in un appuntamento vero e proprio. “Volevo fare qualcosa di pratico, palpabile, visibile per il territorio. Da persona di entroterra, sia abruzzese che sarda, sento fortissimo il valore della comunità unito all’amore per la conoscenza. Unire questi due mondi è la cosa più bella che si possa fare”, spiega.
Il pensiero critico, per Gaia, non nasce da un unico libro o film, ma soprattutto da persone che hanno segnato il suo percorso: la bibliotecaria Maria Teresa Rosu a Lula, il professor Mauro Mattia che “insegnava matematica come un modo di pensare e di mettere in discussione”, le professoresse del liceo e naturalmente i genitori.
Il primo amore per la divulgazione, invece, è arrivato online: “Guardando i video di Breaking Italy ho capito che esisteva un nuovo modo di fare informazione. Ho iniziato a pensare che anche io potevo usare i social in maniera più consapevole e sistematica”. La decisione definitiva è maturata grazie a un “gioco delle due strade”, suggerito da un’amica: “Ho capito che, se non avessi rischiato, un giorno avrei avuto la sensazione di aver sprecato la mia vita. Quel giorno stesso ho iniziato a scrivere”.
Due anime convivono nel suo percorso: la fisica e la filosofia della scienza. “Sono approcci complementari”, dice. “Solo fisica sarebbe troppo arida, solo filosofia un po’ riduttiva. Insieme ti permettono di guardare alle cose tecniche sotto una lente umana”. Un equilibrio che torna sia nel suo lavoro di ricerca che nella divulgazione, dove il rigore scientifico incontra la leggerezza narrativa.
Al centro, sempre, la sua città. “L’Aquila è il posto dove sono nata e cresciuta. I valori che sento miei sono anche quelli del territorio: veracità, spontaneità, cura reciproca. Dopo il terremoto, questo legame si è trasformato anche in protezione e resilienza. Non volevo fare un festival e scegliere L’Aquila: volevo fare qualcosa di buono per L’Aquila, e quel qualcosa è diventato un festival”.
Il sogno è che Ci Penso! diventi un appuntamento fisso, capace di arricchire la città anche al di fuori della stagione estiva. “Spero che trovi il suo spazio e che porti un nuovo modo di vivere la conoscenza durante tutto l’anno. L’Aquila è viva e reattiva culturalmente, il festival vuole essere un modo per valorizzare e amplificare questa energia”.









