Pier Luigi Sacco, l’arte motore di trasformazione sociale
L’intervista a Pier Luigi Sacco, coordinatore scientifico della candidatura di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura: la creatività come innovazione, coesione e crescita sociale
Il professor Pier Luigi Sacco coordinatore scientifico della candidatura di L’Aquila capitale italiana della cultura 2026,economista della cultura e docente all’Università di Chieti – Pescara, invita a ripensare radicalmente il modo in cui intendiamo l’arte e la partecipazione culturale
L’intervento del prof. Pier Luigi Sacco, intitolato “L’agenzia artistica nella società digitale”, tenutosi nell’ambito del Calascio Innovation Playground ( 1-5 ottobre, Calascio), ha aperto una riflessione ampia sul ruolo che la creatività può assumere oggi come fattore di innovazione, coesione e crescita sociale, anche – e soprattutto – nei contesti territoriali più piccoli. “Il ruolo dell’agenzia artistica sta cambiando – spiega Sacco – nelle società caratterizzate da elevati livelli di partecipazione digitale, in cui la distinzione tra pubblico e produttori di contenuti culturali è sempre più sfumata. La partecipazione non può essere soltanto un fenomeno passivo.” In questa prospettiva, l’esperienza artistica non è più soltanto epifania di senso, ma diventa azione condivisa, un atto collettivo che genera legami e nuove forme di comunità. Il valore estetico, sottolinea il professore, risiede proprio nella capacità dell’arte di creare connessioni sociali, di attivare dialoghi e di alimentare l’intelligenza collettiva. La cultura, dunque, non come ornamento o intrattenimento, ma come infrastruttura civile e leva per lo sviluppo. È da questa idea che ha preso forma il seminario condotto da Sacco, pensato per proporre nuove chiavi di lettura sull’evoluzione dei linguaggi artistici e sulla loro ricaduta nei territori. Una prospettiva particolarmente significativa nel contesto dei piccoli comuni italiani e delle terre alte, dove la partecipazione culturale può diventare uno strumento di rigenerazione, di costruzione di comunità e di crescita sostenibile. “Le forme di agenzia artistica collettiva e distribuita – ha spiegato Sacco – ci aiutano a capire come l’arte e la cultura possano essere motori di trasformazione, anche dove le risorse sono scarse ma il capitale umano e relazionale è altissimo.”
L’intervista



