Logo
Pd contro Bando piccoli Comuni, Una farsa per favorire gli amici

“Quello pubblicato dalla Regione Abruzzo non è un bando, ma una presa in giro dei piccoli Comuni”. PD e D’Alfonso all’attacco

Bando piccoli Comuni, l’opposizione all’attacco. Il PD “È una farsa, una vergogna politica. La Regione Abruzzo lo ritiri”. D’Alfonso: “Si assecondano sorrisi e simpatie”.

Quello pubblicato dalla Regione Abruzzo non è un bando, è una presa in giro dei piccoli Comuni e delle comunità che rappresentano. È un atto amministrativo viziato, iniquo e costruito per favorire pochi amici a discapito di tutti gli altri territori. Per questo chiediamo senza esitazioni che la Giunta regionale revochi immediatamente l’avviso e lo ripubblichi da zero, con regole trasparenti e criteri oggettivi”, così il Gruppo consiliare regionale del PD, che interviene sulla gestione del fondo destinato alle municipalità sotto i 30.000 abitanti, pari a oltre 8,2 milioni di euro per il 2026. Risorse fondamentali per la manutenzione di strade, ponti, aree a rischio e impianti nei piccoli centri.

“È scandaloso che un bando pensato per sostenere i territori più fragili si trasformi in una gara a chi clicca più veloce col mouse – denunciano il capogruppo Silvio Paolucci e i consiglieri Dino Pepe, Antonio Blasioli, Antonio Di Marco, Sandro Mariani e Pierpaolo Pietrucci – . Legare l’assegnazione dei fondi all’ordine cronologico di arrivo delle domande è un insulto al buon senso e al principio di parità: significa premiare chi è stato ‘avvisato’ in tempo e tagliare fuori decine di Comuni che non hanno strutture tecniche in grado di protocollare un progetto completo dopo pochi minuti dalla pubblicazione. Il sospetto è che qualcuno sapesse già tutto e si sia fatto trovare pronto prima degli altri”.

Se l’avviso è uscito alle 15 e alle 15.10 alcune amministrazioni avevano già protocollato progetti dettagliati, vuol dire che qualcosa non torna. Non ci vengano a raccontare la favola della virtuosità: qui puzza di informazioni privilegiate e favoritismi politici, e noi non lo permetteremo. Questo atteggiamento della Giunta è offensivo e irresponsabile nei confronti dei sindaci e delle sindache delle aree interne, per il lavoro che svolgono ogni giorno con pochissimi mezzi”, continua la nota inviata alla stampa.

“L’Abruzzo delle aree interne ha bisogno di sostegno vero, non di elemosine distribuite a chi ha la tessera giusta o frequenta le cene giuste. Il PD chiede quindi tre atti immediati e non negoziabili: revoca immediata del bando e annullamento delle domande già presentate; ripubblicazione dell’avviso con criteri di selezione basati sulle priorità reali dei territori; garanzia di trasparenza e parità di accesso alle informazioni per tutti i Comuni. Se la Regione pensa di cavarsela facendo finta di niente, si sbaglia di grosso – concludono – . Siamo pronti a portare questa battaglia in aula, davanti agli organi competenti e in ogni sede politica e istituzionale. Non permetteremo che 8 milioni di euro destinati ai territori più fragili si trasformino nell’ennesimo premio agli amici”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il deputato PD Luciano D’Alfonso, che denuncia presunte irregolarità e favoritismi nella tempistica e nella modalità di presentazione delle domande, sottolineando che “i bandi della pubblica amministrazione dovrebbero rispondere sempre a due criteri: equità di trattamento e trasparenza dell’informazione”.

“Pubblicato il bando sul sito della Regione Abruzzo – sottolinea D’Alfonso – cominciano le aree oscure, quelle macchie alle quali va fatta una Tac amministrativa per capire cosa si annida dietro l’opacità: l’avviso prevede che i Comuni possano candidare i propri progetti entro il 16 ottobre, ma le domande verranno valutate per la loro finanziabilità ‘seguendo l’ordine cronologico di arrivo e farà fede insindacabilmente l’ora e la data di acquisizione al protocollo della Regione Abruzzo’.
Detta alla Melozzi ‘chi prima arriva meglio alloggia’. Legittima la domanda: è mai possibile che, spulciando e verificando le candidature già presenti al protocollo della Regione Abruzzo, pubblicato l’avviso alle ore 15, alcune domande siano arrivate già pronte e confezionate, con tanto di progetti allegati, dopo pochi minuti?
È possibile immaginare che ci siano dei Comuni tanto virtuosi e zelanti da aver destinato un dipendente esclusivamente al monitoraggio dei bandi regionali? E soprattutto che quel dipendente fosse in servizio dinanzi al computer alle ore 15 di un lunedì pomeriggio, quindi in un giorno non destinato al rientro pomeridiano lavorativo?”

“Il dubbio in questo caso è figlio legittimo del pensiero logico: è probabile che questa volta l’eccesso di zelo abbia tradito quel cerchio magico che valuta e premia l’Abruzzo non sulla base di emergenze e necessità, quanto assecondando sorrisi e simpatie, serate trascorse tra gli arrosticini e qualche brodetto, trasformando quello che dovrebbe essere uno strumento pubblico di sostegno in una corsa a ostacoli pilotata, in cui l’accesso privilegiato alle informazioni si traduce in una discriminazione tra amministrazioni locali.
Il Governo regionale deve avere il coraggio di azzerare l’avviso e ripartire da zero, procedura realizzabile in neanche due ore, valutando non l’indice che preme sul tasto destro del computer, ma quelle che sono le emergenze reali dei territori abruzzesi e che sino a oggi non hanno trovato ascolto, tensione amministrativa e considerazione del rischio. Sono le istanze che ogni giorno arrivano sui Tavoli della politica che disciplina a dover dettare l’agenda delle priorità e non le richieste di asfalto per agevolare la sagra di primavera”.