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Dante Labs in terza commissione, c’è l’impegno al piano di rientro

Torna in commissione la crisi della Dante Labs, azienda di genomica insediata nel Tecnopolo d’Abruzzo. Stamani l’incontro con il Ceo

In III Commissione Consiliare (Lavoro e Attività Produttive) il CEO di Dante Labs, Andrea Riposati, si impegna a una programmazione con le organizzazioni sindacali al fine di quantizzare il dovuto ai dipendenti

La richiesta, avanzata dal consigliere Paolo Romano, al presidente Fabio Frullo di convocare la III Commissione, risponde alla necessità di un confronto immediato tra Regione Abruzzo, Fi.R.A. S.p.A., sindacati e i vertici di Dante Labs, dopo mesi in cui i dipendenti non percepiscono lo stipendio. Da luglio 2024 – come ricordato in aula – non sono stati corrisposti né stipendi né Tfr, mentre nel settembre dello stesso anno era stata avviata una procedura di licenziamento collettivo per tredici lavoratori.

Da allora, si sono susseguiti scioperi e tavoli regionali, ma senza esiti concreti. E così la Commissione comunale, presieduta da Frullo, ha deciso di tornare a discuterne apertamente, anche per verificare se gli impegni assunti dall’azienda nell’ultimo incontro siano stati rispettati.

“Abbiamo ricevuto delle assicurazioni – ha spiegato Frullo – attraverso il rappresentante legale, che si era impegnato su due punti sostanziali: il primo, di avviare una programmazione con le organizzazioni sindacali per quantificare il dovuto ai dipendenti e predisporre un piano di rientro; il secondo, altrettanto importante, di ragionare e portare in Commissione una prospettiva concreta per il futuro dell’azienda, che in ogni caso rimane un punto di eccellenza per la città.”

E mentre il Ceo parla di una situazione debitoria particolarmente gravosa, gli ex dipendenti confessano le difficili condizioni economiche a cui la situazione aziendale li ha esposti. Della start-up d’avanguardia, ad oggi, sopravvive una struttura esausta, che induce più di un consigliere a chiedersi come sia stato possibile arrivare a questa situazione. Neanche la Regione, presente a distanza tramite un funzionario, ha dato una risposta.