Il dott Vito Albano si prepara alla pensione
Raggiunto telefonicamente a Villasimius, dove si trova per un congresso, Vito Albano racconta: “mi dedicherò a qualcosa di più leggero”
Dopo quarant’anni di professione, Vito Albano, medico di famiglia e già presidente dell’Ordine dei Medici dell’Aquila, si prepara a chiudere un lungo e intenso capitolo della sua vita
Dal primo novembre il dott. Vito Abano sarà ufficialmente in pensione, ma la parola ‘fine’ non sembra appartenere al suo vocabolario: il desiderio di continuare a mettersi al servizio della comunità resta vivo, anche se in forme diverse. “Da un lato sono stanco e contento di concludere un’attività che negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, è diventata molto impegnativa – racconta Albano. – Dall’altro, non posso negare che lasciare dopo quarant’anni sia doloroso. È una vita intera che si chiude, e con essa rapporti, ricordi, volti che mi hanno accompagnato per decenni”. Albano, raggiunto telefonicamente a Villasimius dove si trova per un congresso, ripercorre il senso profondo del suo lavoro: “Nel tempo si creano legami che vanno oltre la professione, rapporti di fiducia e, in molti casi, di vera amicizia. Sono pezzi di vita che lasci andare. In questi mesi tanti pazienti mi hanno espresso affetto e riconoscenza, qualcuno è arrivato persino a piangere in studio. Sono gesti che ti riempiono il cuore e ti fanno pensare che, in fondo, qualcosa di buono lo hai seminato.” Medico di base per generazioni di aquilani, Albano è anche un punto di riferimento sindacale e istituzionale: segretario provinciale della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), vice-segretario regionale e, fino ad oggi, presidente dell’albo dei medici all’interno dell’Ordine provinciale. “Quelli con il sindacato – spiega – sono impegni che continuerò ancora per un po’, magari con un ritmo diverso. La pensione non significa smettere di contribuire, ma farlo con più libertà e serenità.” Albano continuerà inoltre la sua attività come docente nei corsi di formazione per medici di famiglia, un ruolo che sente come una naturale prosecuzione del suo percorso: “Mi piace trasmettere ai più giovani ciò che ho imparato. La medicina generale non è solo diagnosi e prescrizioni: è relazione, ascolto, responsabilità umana.” Tra i tanti episodi che costellano la sua carriera, alcuni restano indelebili. “Non dimenticherò mai la prima volta che ho rianimato una signora colpita da arresto cardiaco – racconta All’epoca non c’era ancora il 118. Le pratiche di soccorso erano manuali, istintive. Ricordo l’attesa dell’ambulanza e il battito che tornava, la vita che riprendeva. È in momenti come quelli che capisci davvero il peso e la bellezza del nostro mestiere. Mi ero laureato giusto un anno prima!” Un altro episodio, raccontato sorridendo, avvenne durante una messa della Domenica delle Palme: “Una suora si sentì male e mi ritrovai a praticare un massaggio cardiaco in ginocchio, davanti a tutta la chiesa. Anche quella volta si salvò. Dopo, qualcuno scherzò dicendo che avevo fatto un miracolo ma, di fatto, avevo solo fatto il mio mestiere.” Nuova vita, quindi, per il dott. Albano che conclude: “Vorrei dedicarmi anche a qualcosa di più leggero: magari riprendere le lezioni di ballo che ho dovuto lasciare. Dopo tanti anni di corsa, è bello immaginare un tempo per sé.”


