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Scuola di San Pelino tra degrado e pericoli, due solleciti della Asl al Comune

Erba alta, rifiuti sparsi, cattivi odori, escrementi e piccioni nei locali. Criticità igienico-sanitarie nell’area esterna alla scuola di San Pelino. La denuncia dei residenti

San Pelino, la scuola dimenticata. La situazione igienico-sanitaria è un caso: due solleciti della Asl al Comune

Erba alta, rifiuti, escrementi e accessi aperti: così si presenta oggi lo spazio che circonda l’edificio scolastico mai ricostruito. La redazione del Capoluogo.it è stata contattata dai cittadini di San Pelino, frazione di Avezzano, per denunciare lo stato di degrado dell’area esterna alla scuola elementare.
Una condizione che, nonostante le comunicazioni ufficiali della Asl al Comune, non ha visto miglioramenti.
L’Azienda sanitaria ha inviato, infatti, due solleciti, giudicando “insufficiente” l’unico intervento di bonifica effettuato quest’estate, e ha elencato in maniera dettagliata le criticità ancora presenti, invitando l’amministrazione comunale a provvedere.

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Le segnalazioni e i primi interventi

Il 23 giugno scorso, dopo le numerose lamentele dei residenti, è stata inviata una PEC alla Asl per denunciare lo stato di abbandono dell’area scolastica. Il 7 luglio, a seguito di un sopralluogo, l’Azienda sanitaria ha scritto al Comune chiedendo interventi precisi:
“Rimozione del guano presente, con successiva pulizia e sanificazione dei luoghi ad opera di una ditta specializzata, rimozione di materiali e/o oggetti pericolosi interni ed esterni alla struttura, ostruire gli accessi a mezzo di idonei sbarramenti costituiti da mattoni e/o muratura, ovvero tramite rete elettrosaldata, prevenire l’abbandono indiscriminato dei rifiuti, controllare la vegetazione erbacea presente nelle aree in oggetto, provvedendo a periodici tagli”.
La Asl aveva inoltre specificato che era necessarioapporre in modo stabile e duraturo cartelli di divieto su tutta l’area, effettuando opportuna vigilanza sul rispetto dei suddetti divieti”.

Il Comune, una settimana dopo, ha comunicato di aver già contattato una ditta per i lavori e, il 29 luglio, ha informato di aver completato gli interventi richiesti: ben dieci giorni prima della scadenza imposta.

Versione contestata dai residenti, secondo i quali l’intervento si sarebbe limitato alla pulizia interna e all’installazione di una rete elettrosaldata alta circa un metro: “Il verde non era stato tagliato e i rifiuti erano tutti lì. La rete ha degli spuntoni pericolosi per i bambini”, denunciano.
Il 7 agosto, una nuova PEC è stata inviata alla Prefettura, alla Soprintendenza, alla Asl, alla Polizia Locale e al Comune, contestando i lavori eseguiti.

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Secondo sopralluogo della Asl

L’11 agosto la Asl ha effettuato un nuovo sopralluogo. Il giorno successivo ha inviato un’ulteriore comunicazione ufficiale, rilevando che “il cancello su via Maiella risulta tuttora aperto, privo di qualsiasi sistema di chiusura e l’accesso alla proprietà risulta consentito liberamente. La rete elettrosaldata non è a tutta altezza; le finestre con affaccio sulla corte interna presentano ancora la parte vetrata rotta, pericolosamente a rischio distacco”.

All’interno della corte scolastica, si legge ancora, “sono tuttora presenti vari rifiuti ed erbe infestanti. Era evidente la presenza di piccioni. Nella zona non sono presenti segnali o cartelli di divieto”.
Particolarmente critico anche il tema della sicurezza:“La rete elettrosaldata a mezza altezza con maglie di circa 20 cm continua a consentire l’ingresso di volatili e risulta vulnerabile allo scavalcamento da parte di minori”. E infine: “Nei pressi del cancello su via Maiella, il muro di cinta scolastico presenta una vasta porzione della sopraelevazione metallica divelta, schermata solo da un pannello metallico precariamente ‘appeso’ con fili di ferro, a rischio crollo”.

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Nonostante la richiesta di nuovi interventi entro 15 giorni, trascorsi quasi due mesi dalla comunicazione – inviata il 12 agosto – i residenti denunciano che nulla è cambiato.

La posizione del Comune: “Presto i lavori di ricostruzione”

“C’è stata una prima attività di bonifica. L’area adesso è inaccessibile alle persone. Abbiamo installato la rete elettrosaldata su tutte le aperture, ma la presenza dei piccioni dipende dal tetto in parte demolito e dalle murature non intatte. Sigillare l’intero edificio è impossibile, ha dichiarato al CapoluogoAntonio Ferretti, dirigente all’Edilizia scolastica del Comune di Avezzano. Ferretti ha poi ribadito: “Il Comune ha speso 16mila euro per eseguire l’intervento. Riteniamo che questa prima bonifica sia risolutiva rispetto alle problematiche segnalate dalla Asl, per questo non c’è stato un ulteriore intervento in un’area in cui presto partirà il cantiere per la ricostruzione”.
Ricordiamo che nel 2023 erano partiti i lavori di ricostruzione poi subito interrotti. Erano emerse, infatti, criticità che avevano portato a presentare all’Ufficio speciale per la ricostruzione (USRC) una richiesta di variazione per la ricostruzione dell’immobile, con parallela domanda di integrazione delle somme da utilizzare.
Per la ricostruzione dell’edificio scolastico è stato necessario ripensare l’intervento progettuale in un’ottica di piena compatibilità con i vincoli architettonici e ambientali imposti dalla normativa. Sul corpo più antico dell’edificio, quello realizzato tra il 1928 e il 1930 – in particolar modo con riferimento alle quinte esterne – si trova, infatti, un apparato decorativo di interesse culturale. Solo pochi mesi fa il passo in avanti: il progetto di fattibilità, elaborato dall’architetto Andrea Gratteri è stato posto all’attenzione della Soprintendenza per l’ultimo via libera, atteso proprio in autunno.