Mario Quaglieri indagato per peculato, chiuse le indagini
Dopo il trasferimento del fascicolo dall’Aquila ad Avezzano, la Procura chiude le indagini che vedono indagati Mario Quaglieri insieme al sindaco e a un funzionario del Comune di Trasacco
Notificato l’avviso di conclusione delle indagini all’assessore regionale Mario Quaglieri, al sindaco di Trasacco Cesidio Lobene e al funzionario comunale Riccardo Tomassetti. L’inchiesta si sposta ad Avezzano.
I tre sono coinvolti nell’inchiesta per presunti reati di peculato, falso ideologico e depistaggio. Ieri è arrivato l’avviso di conclusione delle indagini, ripartite da zero dopo il trasferimento del fascicolo dal Tribunale dell’Aquila a quello di Avezzano, seguita all’accoglimento dell’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalle difese.
Gli indagati sono difesi dai legali Mario Flammini, Carlo Polce e Franco Colucci. L’inchiesta vede al centro l’uso di una scheda telefonica intestata al Comune di Trasacco, in uso – stando a quanto sostiene l’accusa – all’assessore regionale Mario Quaglieri anche dopo la fine del suo mandato di primo cittadino del comune marsicano. L’assessore, in quota Fratelli d’Italia, è accusato di peculato per l’utilizzo, tra il 2013 e il 2024, della sim comunale per un importo complessivo di oltre 6500 euro: somma che, dunque, sarebbe stata sostenuta dalla casse comunali trasaccane. Il sindaco in carica, Cesidio Lobene, e il funzionario Tomassetti devono invece rispondere di falso ideologico e depistaggio.
Ora, come riporta Il Centro, la Procura di Avezzano è giunta alla conclusione delle indagini.
Il caso legato alla sim telefonica, in realtà, è spuntato nel corso di un’indagine più ampia, che coinvolgeva sempre l’assessore regionale Quaglieri, in merito ad un presunto conflitto d’interessi tra il suo lavoro di medico e l’attività di amministratore pubblico. Procedimento in cui Quaglieri risulta indagato per falso e abuso d’ufficio, insieme all’imprenditrice Lucia Di Lorenzo, proprietaria dell’omonima Clinica privata di Avezzano, dove il dottor Quaglieri lavora con contratto a prestazione.
Concluse le indagini, ora i legali difensori potranno presentare memorie, richieste di interrogatori o documenti integrativi prima di un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.








