Vertenza Aura, dipendenti ai cancelli
Dopo la richiesta di Cigo per tutti, i dipendenti di Aura protestano davanti ai cancelli del Tecnopolo d’Abruzzo
Vertenza Aura, divieto assoluto di accedere in fabbrica per tutti, amministrativi e operai. L’Azienda non ha pagato la polizza assicurativa a copertura dei rischi incendio e furto. Per i dipendenti suona come la “Cronaca di una morte annunciata”
Vertenza Aura. Sembrano immagini di altri tempi, quando il personale di Finmek si mobilitava, purtroppo invano, per difendere il posto di lavoro. Invece la foto è di questa mattina, e riguarda chi, in quello stabilimento, è rientrato con un’altra società, nel 2016, e un’altra missione, quella di trasformare meccanicamente i rifiuti elettrici ed elettronici in materia prima seconda. La Mival Connect, società che ha rilevato Aura nel marzo scorso, non desta più fiducia nei dipendenti. Dopo l’ennesimo annuncio di cassa, la paura è quella che ci si stia avviando lentamente verso la chiusura. La Mival, dal canto suo, finora non ha dato nessun segno per far cambiare idea ai dipendenti. La scorsa settimana, ricordiamo, l’assessore regionale alle attività produttive, Tiziana Magnacca, aveva convocato l’Azienda che, come già successo in altre occasioni, non si è presentata, mandando un rappresentante terzo. Anche il sindaco dell’Aquila, Biondi, ritenendo inaccettabile l’atteggiamento della proprietà, ha manifestato, in una nota, la sua preoccupazione per una vicenda che, al momento, non ha risposte ufficiali ma evoca il titolo del romanzo di Marquez, ‘Cronaca di una morte annunciata’. Una morte lenta, che pesa sulle spalle dei dipendenti e su tutto il territorio.






