Un Commando da Chieti per vendicare il figlio del boss, blitz contro il clan Scalisi
Da Chieti a Sicuracusa per vendicare la morte del figlio. Questo il piano del boss Lucifora, reggente del Clan Scalisi
Un Commando partito da Chieti per vendicare il figlio morto del boss. Colpo al clan Scalisi, 14 misure cautelari e oltre 30 gli indagati.
Associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione e detenzione abusiva di armi, oltre a ricettazione, danneggiamento, accesso indebito a dispositivi per la comunicazione da parte dei detenuti. Sono solo alcune delle accuse mosse nei confronti degli indagati del clan Scalisi, storica cosca del Catanese. La maxi operazione della Procura siciliana coinvolge anche l’Abruzzo: è partito da Chieti, infatti, il commando che avrebbe dovuto vendicare la morte di un 17enne, il figlio del boss Pietro Lucifora, morto accoltellato lo scorso aprile.
Per uccidere i responsabili della morte del giovane, sarebbe dovuto partire da Chieti un vero e proprio commando di uomini armati. Uno dei sicari avrebbe dovuto indossare una finta divisa da carabiniere e guidare un furgone senza gps per evitare di essere tracciato. L’agguato si sarebbe dovuto compiere nel Siracusano, ma non sono stati identificati tutti gli obiettivi della vendetta del clan.
Le indagini sono partite da ottobre 2023 e hanno messo in luce estorsioni consolidate nel tempo nei confronti di imprenditori, commercianti e proprietari terrieri. Nell’ambito delle operazioni condotte sono stati anche sequestrati oltre un chilo di sostanze stupefacenti e alcune armi.
Per l’esecuzione dei provvedimenti sono stati impiegati oltre 150 operatori appartenenti alle Questure di Catania, Napoli, Caserta, Nuoro, Sassari, Pavia, Siracusa, Udine, Taranto e Chieti, i Reparti Prevenzione Crimine di Catania, Palermo e Siderno, le unità cinofile della Polizia di Catania, Palermo, Napoli e Ancona ed un elicottero del Reparto Volo di Palermo. Oltre ai provvedimenti restrittivi, sono state eseguite, infatti, perquisizioni ad Adrano, Catania, nonché a Chieti e Pescara, con la collaborazione delle locali Squadre Mobili.




